Tamer Hamouda ha minacciato di chiedere alle autorità egiziane la lapidazione pubblica dell’ex moglie se non tornerà con lui «pentita». La minaccia arriva in un nuovo video sui social, dopo settimane di messaggi e richieste di riconciliazione. La giovane sanremese Nessy Guerra, 26 anni, si trova ancora in Egitto con la figlia Aisha, senza poter rientrare in Italia a causa del divieto di espatrio.
Il filmato contiene anche una nuova richiesta di consegna immediata della bambina. Hamouda aveva già prospettato il carcere per l’ex moglie e l’affidamento della figlia alla famiglia paterna in caso di rifiuto della sua proposta di risposarlo.
La minaccia nel video e il richiamo alla condanna
«Se non torna pentita oggi, quello che chiedo come punizione per lei è la lapidazione pubblica», ha dichiarato Hamouda nel video. L’uomo ha nuovamente chiesto all’ex moglie di ricostruire il rapporto, indicando, in caso contrario, una punizione ancora più grave di quelle evocate nei messaggi precedenti.
Nel filmato Hamouda ha richiamato più volte Dio e l’Islam, sostenendo che sarebbe questa la punizione prevista per Guerra. Si tratta di una sua personale interpretazione: le parole dell’uomo non descrivono in termini generali l’Islam e non indicano le pene previste dall’ordinamento egiziano.
Hamouda è tornato anche sulla condanna per adulterio pronunciata in Egitto nei confronti della giovane, sostenendo che dovrebbe scontare la pena. Guerra ha invece impugnato la sentenza: il ricorso è stato presentato davanti alla Corte di Cassazione egiziana. Le nuove dichiarazioni pubblicate sui social sono oggetto di accertamenti e delle iniziative della difesa della donna.
Il rifiuto della riconciliazione e la posizione dell’avvocata
La proposta avanzata da Hamouda nelle scorse settimane prevedeva che Nessy lo risposasse immediatamente e pubblicamente. Alla richiesta l’ex marito aveva accompagnato l’annuncio di ciò che avrebbe chiesto in caso di rifiuto: l’incarcerazione della donna e l’affidamento di Aisha alla famiglia paterna.
Nessy aveva respinto la proposta. L’avvocata Agata Armanetti aveva definito quella comunicazione una minaccia, escludendo che potesse essere considerata una vera proposta di accordo. «Un accordo si costruisce sulle basi di un dialogo. Non si manda un documento e si dice: o fai così oppure ti mando in prigione», aveva spiegato.
La richiesta di tornare insieme era dunque già stata accompagnata dalla minaccia del carcere. Nel nuovo filmato Hamouda è tornato sulla riconciliazione, ma alla pretesa che l’ex moglie torni da lui «pentita» ha legato questa volta la richiesta di una lapidazione pubblica. Nessy e Aisha continuano a trovarsi in Egitto.
Il procedimento su Aisha e il divieto di espatrio
Hamouda ha sostenuto nel video di non vedere Aisha da oltre mille giorni e ne ha chiesto la consegna immediata. La situazione della bambina è però oggetto di un procedimento distinto dalla vicenda penale che riguarda la madre.
Il divieto di espatrio impedisce a madre e figlia di lasciare l’Egitto. La difesa continua a chiedere interventi per consentire il rientro in Italia, oltre ad aver presentato il ricorso contro la condanna della giovane.
Il caso aveva già avuto un risvolto diplomatico. Hamouda era stato arrestato nel giugno scorso per le minacce rivolte al console onorario italiano a Hurghada; successivamente era stato scarcerato dopo il pagamento di una cauzione.
