Garry Kasparov sarebbe stato avvertito dalle autorità di Stati Uniti e Lituania di un possibile piano contro gli oppositori del Cremlino all’estero, dopo l’incriminazione di cinque persone negli Stati Uniti. L’ex campione mondiale di scacchi, storico critico di Vladimir Putin, ha confermato di aver ricevuto un’allerta sulla propria sicurezza. Ha però precisato di non essere stato informato di essere necessariamente uno degli obiettivi specifici del complotto.
Le accuse riguardano una presunta rete collegata all’intelligence russa, che avrebbe organizzato la sorveglianza e l’uccisione di dissidenti. I nomi dei possibili bersagli non sono indicati pubblicamente negli atti giudiziari americani: quelli emersi successivamente non hanno quindi un’identificazione ufficiale nei documenti dell’inchiesta.
Le accuse alla rete collegata ai servizi russi
Il Dipartimento di Giustizia americano ha annunciato l’inchiesta a settembre, incriminando cinque persone accusate di appartenere a una rete collegata ai servizi di intelligence della Federazione Russa. Secondo l’accusa, la rete avrebbe cercato di reclutare persone negli Stati Uniti per svolgere attività di sorveglianza e compiere omicidi mirati. Avrebbe inoltre incaricato alcuni complici di effettuare o tentare attacchi contro infrastrutture civili e militari in Paesi europei considerati vicini all’Ucraina.
Gli atti indicano i dissidenti che sarebbero stati presi di mira con le formule “Vittima-1” e “Vittima-2”. Uno dei reclutati, secondo l’accusa, sarebbe stato pagato per sorvegliare un importante dissidente russo residente negli Stati Uniti. Alla sorveglianza si sarebbe aggiunta un’offerta: un compenso fino a 40mila dollari per ucciderlo. Il nome dell’uomo non è reso pubblico nei documenti giudiziari.
La rete sarebbe stata attiva almeno dal 2024. Il Dipartimento di Giustizia le attribuisce attività rivolte contro dissidenti e disertori russi e, più recentemente, contro Paesi considerati alleati dell’Ucraina. I cinque imputati restano latitanti e le accuse dovranno essere provate in tribunale. Il Cremlino le ha respinte, affermando di non avere motivo di commentarle in assenza di prove e fatti considerati credibili. Le autorità russe hanno negato anche in passato il coinvolgimento in operazioni di questo tipo all’estero.
L’avvertimento a Kasparov e i possibili obiettivi
Il nome di Garry Kasparov è emerso successivamente attraverso il quotidiano spagnolo El Mundo. Secondo fonti vicine all’oppositore citate dal giornale, le autorità americane gli avrebbero comunicato durante l’estate che poteva essere un obiettivo di un piano per uccidere dissidenti russi negli Stati Uniti.
Kasparov ha confermato l’avvertimento, distinguendolo però dall’identificazione dei bersagli. Non gli sarebbe stato comunicato che lui o l’attivista Ivan Tyutrin fossero necessariamente gli obiettivi specifici: “Siamo stati avvertiti dai servizi di sicurezza in Lituania e negli Stati Uniti che le nostre vite erano in pericolo e che dovevamo prendere precauzioni”, ha scritto l’ex campione.
Secondo El Mundo, tra i possibili obiettivi ci sarebbe stato anche Ilya Ponomarev, ex parlamentare russo e oppositore del Cremlino. Il suo nome sarebbe collegato alla persona indicata come “Vittima-1”, ma il documento del Dipartimento di Giustizia non lo identifica esplicitamente. Anche per lui, dunque, il collegamento resta distinto da quanto reso pubblico negli atti americani.
Kasparov vive a New York ed è stato inserito dalle autorità russe nelle liste degli “agenti stranieri” e dei “terroristi ed estremisti”. Ha escluso di interrompere la propria attività politica, ribadendo l’opposizione al governo di Putin: “Non mi fermerò e non mi nasconderò”, ha scritto.
