L’inflazione annua in Italia è salita al 4,2% dal 3,3%, mentre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,7% su base mensile a settembre. Le stime preliminari dell’Istat indicano che l’accelerazione è trainata soprattutto dall’energia e dagli alimentari freschi. L’inflazione di fondo, calcolata escludendo energetici e alimentari non lavorati, sale dall’1,5% all’1,7%.
Il governo ha legato il dato a un’iniziativa politica: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito di essere al lavoro su una lettera alla presidente von der Leyen, chiedendo che il tema sia discusso all’Ecofin della prossima settimana e al Consiglio dell’Unione europea tra due settimane. L’esecutivo ha già chiesto in sede Ecofin di considerare la maggiore inflazione nel calcolo dei parametri europei e del deficit consentito, e altri Stati membri si stanno muovendo nella stessa direzione, secondo Meloni. “Crediamo che a fronte della crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese”, ha spiegato.
Energia e alimentari freschi: i motori dell’aumento
I beni energetici registrano un incremento annuo del 22,3%, in accelerazione rispetto al 17,1% di agosto. La componente regolamentata passa dal 18,6% al 25,9%, mentre quella non regolamentata sale dal 17,0% al 22,2%; su base mensile gli aumenti sono rispettivamente del 5,9% e del 4,4%.
Nell’alimentare la crescita complessiva passa dall’1,0% all’1,8%, interamente per effetto degli alimentari non lavorati: il loro rincaro annuo sale dal 3,8% al 5,5%, con un aumento mensile del 2,2%. Gli alimentari lavorati, al contrario, segnano una diminuzione dello 0,3% rispetto ad agosto.
Il carrello della spesa, che comprende alimentari e beni per la cura della casa e della persona, accelera dallo 0,9% all’1,7% annuo. Per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto l’aumento passa dal 4,3% al 5,3%. Escludendo soltanto l’energia, l’inflazione complessiva sale dall’1,7% al 2,0%.
Beni e servizi, stagionalità e indicatori europei
I prezzi dei beni accelerano dal 4,1% al 5,4%, mentre quelli dei servizi salgono dal 2,4% al 2,6%. Tra i servizi spiccano i ricreativi, culturali e per la cura della persona, in aumento dal 2,6% al 2,9%, e quelli legati ai trasporti, dall’0,8% all’1,6% su base annua.
La componente dei servizi di trasporto mostra però un calo congiunturale del 2,5% rispetto ad agosto, riflesso della forte stagionalità di alcune voci. L’inflazione acquisita per il 2026 sale al 3,1%, mentre quella di fondo resta stabile all’1,9%: non si tratta di una previsione, ma della crescita media che si avrebbe se l’indice restasse invariato nei mesi rimanenti.
L’indice armonizzato europeo Ipca cresce del 4,1% su base annua (dal 3,2% di agosto) e del 2,0% su base mensile. Sul confronto con agosto incide la fine dei saldi estivi, contabilizzata dall’Ipca ma non incorporata nello stesso modo dall’indice nazionale Nic.
Reazioni: richieste salariali e contratti a prezzo fisso
La Cgil ha definito il dato una “pericolosa accelerazione“. Il segretario confederale Christian Ferrari ha sollecitato interventi su salari, bollette e carburanti: “Se si vuole evitare un ulteriore impoverimento di lavoratori e pensionati occorrono scelte nette”.
Il sindacato chiede il rinnovo dei contratti nazionali, la tassazione degli extraprofitti per ridurre il costo dell’energia e dei carburanti e la neutralizzazione del drenaggio fiscale, che secondo la Cgil avrebbe sottratto a lavoratori e pensionati oltre 30 miliardi tra il 2022 e il 2025.
Elettricità Futura concentra l’attenzione sui carburanti, citando il gasolio da trasporto aumentato del 34,9% su base annua. L’associazione sostiene che i contratti elettrici a prezzo fisso abbiano protetto molti clienti: sul mercato libero i rincari riguardano soprattutto le offerte indicizzate. “I prezzi fissi costituiscono un tetto contro i rincari”, ha affermato il presidente Salvatore Pinto, secondo cui sono disponibili offerte capaci di ridurre sensibilmente il costo della componente energia rispetto ai prezzi all’ingrosso.
