I biglietti per le serate di Marco Mengoni nell’ex Teatro Principe di Milano partono da 115 euro: a poche ore dall’apertura delle vendite di “Allo Sbagliato”, sui social sono comparsi numerosi commenti critici. Per le sistemazioni più costose si arriva a 230 euro. Alcuni fan hanno giudicato eccessiva la spesa per assistere a un concerto in un locale, richiamando anche le difficoltà legate al costo della vita.
Il progetto nasce con l’intenzione dichiarata di ridurre le distanze tra il cantante e chi lo ascolta. Dopo gli stadi e i grandi palchi, Marco Mengoni ha scelto uno spazio per appena 500 persone a sera, con un rapporto più diretto con il pubblico e senza l’uso dei telefoni durante lo spettacolo.
I prezzi contestati e le 26 serate a Milano
La possibilità di spendere fino a 230 euro ha suscitato le proteste di una parte del pubblico. Tra i commenti su X, alcuni utenti hanno invitato Mengoni a “riconnettersi alla realtà”, osservando che molte persone faticano a sostenere persino le spese quotidiane, come quelle per il carburante.
“Allo Sbagliato” aprirà in viale Bligny 52 a Milano. Il calendario del cantante comprende 26 serate, dal 5 novembre al 19 dicembre 2026, con quattro appuntamenti a settimana: i giorni non saranno sempre gli stessi.
Non si tratterà di un concerto tradizionale ripetuto per più date. Secondo la presentazione ufficiale, le serate saranno diverse l’una dall’altra, all’interno di un progetto pensato per un pubblico molto ristretto. Negli altri giorni, la programmazione del locale ospiterà musicisti, comici, dj e altri artisti.
La scaletta e le custodie per gli smartphone
Il prezzo non è l’unico motivo di discussione. Mengoni ha anticipato che la scaletta non ruoterà attorno ai singoli più famosi della sua carriera: recupererà soprattutto brani dei suoi album meno noti, rimasti fuori dal repertorio dei grandi successi.
La decisione ha diviso ulteriormente i fan. Sui social alcuni si sono chiesti se valga la pena spendere quelle cifre senza avere la certezza di ascoltare canzoni simbolo come “L’essenziale” o “Due vite”. L’intenzione dell’artista è proprio quella di allontanarsi dalla formula del grande concerto, proponendo un’esperienza diversa anche nella scelta dei brani.
La rinuncia agli schermi non comporterà il sequestro dei dispositivi: gli smartphone saranno inseriti in apposite custodie durante la serata. Mengoni ha spiegato che l’obiettivo è consentire agli spettatori di vivere lo spettacolo senza il telefono e recuperare un rapporto diretto tra artista e pubblico.
