La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. I pm hanno notificato all’indagato un nuovo avviso di conclusione delle indagini, dopo quello dello scorso 7 maggio. Il passaggio prelude a una possibile richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.
La nuova chiusura arriva dopo gli accertamenti integrativi disposti dalla Procura alla fine di maggio, successivamente al deposito delle consulenze della difesa. In questi mesi gli inquirenti hanno raccolto e depositato nuovi atti e consulenze con l’obiettivo di rafforzare il quadro accusatorio.
Le nuove consulenze depositate dalla Procura
Tra gli approfondimenti entrati nel fascicolo sul Delitto di Garlasco ci sono una consulenza sulla nota impronta della scarpa e un nuovo accertamento sul Dna. Materiale che si aggiunge agli elementi già raccolti nel corso della nuova inchiesta sul delitto e sul quale ora potranno confrontarsi anche i consulenti della difesa.
Con la notifica del secondo avviso di conclusione delle indagini, infatti, i legali di Sempio avranno altri 20 giorni di tempo per prendere visione dei nuovi atti e presentare memorie, documenti e consulenze. Soltanto al termine di questo passaggio la Procura potrà formalizzare la propria decisione.
La direzione indicata dalla nuova chiusura dell’inchiesta è quella di una richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, anche se il passaggio non è ancora stato formalizzato e spetterà poi al giudice valutare l’eventuale apertura di un processo.
L’impronta 33 al centro degli accertamenti sul Delitto di Garlasco
Tra gli elementi sui quali si sono concentrati gli investigatori resta anche la cosiddetta “impronta 33”, la traccia palmare individuata sulla parete delle scale interne della villetta di Garlasco. Secondo le conclusioni dei Ris riportate nelle ultime ore, la traccia sarebbe stata lasciata su una superficie intrisa di sangue. L’elemento rientra nel complesso degli accertamenti utilizzati dalla Procura per ricostruire quanto accaduto nella casa dei Poggi.
È stato invece sospeso l’incarico affidato allo psichiatra Roberto Catanesi, chiamato a svolgere una valutazione sulla pericolosità sociale dell’indagato.
Per l’omicidio di Chiara Poggi è già stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della giovane. L’eventuale apertura di un processo nei confronti di Sempio potrebbe incidere anche sul percorso verso una possibile revisione della condanna di Stasi. Prima, però, dovranno trascorrere i termini concessi alla difesa e la Procura di Pavia dovrà formalizzare la richiesta di processo.
“Dna su pedali non di Chiara, ma il dato non finì nel processo Stasi”
Il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 “ricavato dai pedali della bicicletta” e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi “era risultato totalmente negativo il giorno successivo”, ma di queste “due corse elettroforetiche” non si “è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi”. Un dato scoperto dai consulenti della difesa per “scagionare” l’ex bocconiano e che i consulenti tecnici della Procura di Pavia “hanno confermato” parlando della “esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007”. Lo scrive il procuratore Fabio Napoleone.
Il comunicato del procuratore Napoleone sul Delitto di Garlasco
Nel lungo comunicato, il procuratore Napoleone spiega che “è stata acquisita una consulenza” degli esperti Ugo Rici e Pasquale Linarello “nominati dalla difesa di Alberto Stasi” con al centro “i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6.11.2025” nell’ambito dell’inchiesta appena chiusa su Sempio. In quei “Raw Data” i due esperti “hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007) del campione bu_p (lo stesso campione che rivelò la presenza del Dna della vittima sui pedali della bici Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi) totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo” a carico di quest’ultimo.
In altri termini, scrive la Procura di Pavia, “il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del Pm dell’epoca ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto“. Così i pm negli accertamenti integrativi su Sempio, “oltre a svolgere indagini al fine di ottenere chiarimenti ad appartenenti al Ris di Parma dell’epoca”, sentito nei giorni scorsi con l’ex generale Garofano, “ha dato incarico ai propri consulenti Prof. Carlo Previderè e dott.ssa Pierangela Grignani di svolgere una valutazione critica di tali contrastanti risultati”. E gli esperti dei pm “hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007 e in ragione di questa discordanza hanno concluso per l’opportunità all’epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato”.
