Donald Trump non sembra intenzionato a rallentare la corsa americana sull’intelligenza artificiale (IA), nonostante i crescenti timori sui possibili rischi legati allo sviluppo dei modelli più avanzati. Il presidente degli Stati Uniti ha infatti minimizzato le preoccupazioni sulla possibilità che l’IA possa sfuggire al controllo, sottolineando soprattutto l’importanza di mantenere il vantaggio tecnologico sulla Cina.
Trump: “Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo”
Intervistato da Fox News, Trump ha risposto in modo netto alle domande sui rischi associati all’intelligenza artificiale: “Non me ne preoccupo”. Il presidente ha spiegato che si tratta di un settore di dimensioni enormi e che gli Stati Uniti sono attualmente davanti alla Cina, mentre vengono realizzate infrastrutture per investimenti nell’ordine delle migliaia di miliardi di dollari.
Secondo Trump, quindi, Washington non dovrebbe rinunciare a questa corsa. “Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo”, ha affermato il tycoon, ribadendo che per la sua amministrazione è prioritario conservare il vantaggio tecnologico nei confronti di Pechino.
Il timore che la Cina possa superare gli Stati Uniti
Trump ha inoltre confermato la propria contrarietà a nuove regole che possano limitare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, da lui definita anche “superintelligenza”. A suo giudizio, introdurre vincoli troppo stringenti potrebbe infatti creare le condizioni per consentire alla Cina di raggiungere e superare gli Stati Uniti nel settore.
Il presidente ha riconosciuto le preoccupazioni espresse da Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, riguardo ai rischi derivanti da uno sviluppo eccessivamente rapido. Allo stesso tempo, ha paragonato la trasformazione legata all’IA alla Rivoluzione Industriale, sostenendo che potrebbe persino avere dimensioni maggiori. Trump ha inoltre osservato che il fenomeno è, a suo avviso, più grande di Internet.
La cena privata di Trump alla Casa Bianca con Amodei
Proprio Amodei sarà protagonista di un incontro con Trump alla Casa Bianca. Secondo quanto anticipato da Axios e riferito anche da altri media statunitensi, tra cui il Wall Street Journal, i due hanno in programma una cena privata domenica sera, nella notte italiana.
L’appuntamento è previsto dopo il ritorno del presidente dal Medinah Country Club, alla periferia di Chicago, dove Trump ha partecipato alla President’s Cup di golf. Si tratterà del primo incontro di persona tra il presidente americano e il numero uno di Anthropic.
I rapporti difficili tra Anthropic e l’amministrazione
L’incontro arriva in un momento particolare nei rapporti tra la società e l’amministrazione Trump. Sebbene il presidente abbia più volte sostenuto la necessità che gli Stati Uniti continuino a investire nello sviluppo dell’IA avanzata, il governo americano ha criticato Anthropic e la sua iniziativa per rafforzare la supervisione sui modelli di intelligenza artificiale.
La cena arriva inoltre a poche settimane dall’appello lanciato da Amodei alle principali aziende del settore. Il ceo di Anthropic aveva chiesto di ridurre il ritmo dello sviluppo per concentrarsi maggiormente sulla realizzazione di strumenti di sicurezza.
Trump, invece, sostiene che gli Stati Uniti non possano abbandonare un comparto dal valore potenziale di migliaia di miliardi di dollari a causa dei rischi. Secondo il presidente, le aziende devono affrontare e risolvere i problemi man mano che emergono, mentre il governo può intervenire quando necessario.
Martedì Trump potrebbe incontrare i vertici delle aziende di IA
La cena con Amodei non sarebbe l’unico appuntamento in programma a Washington sul tema. Secondo alcune indiscrezioni, martedì Trump e lo speaker repubblicano della Camera Mike Johnson dovrebbero incontrare i dirigenti delle principali aziende di intelligenza artificiale. L’incontro si inserirebbe in una fase nella quale aumentano le richieste di maggiori garanzie e nuove regole per il settore, anche alla luce degli avvertimenti arrivati da esperti e operatori del comparto.
Amodei e Altman convocati in Australia
Nel frattempo, Amodei e Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, sono stati convocati per un’audizione più ampia nell’ambito di un’indagine del Senato australiano sull’intelligenza artificiale. A confermarlo è stato il responsabile dell’inchiesta.
La convocazione è arrivata dopo l’intrusione non autorizzata di un bot di OpenAI nel database del sistema sanitario nazionale di Canberra. L’episodio rappresenta uno degli elementi alla base dell’indagine australiana sui rischi e sul funzionamento dei sistemi di IA.
La disputa tra Anthropic e il Pentagono
Resta infine particolarmente teso il rapporto tra Anthropic e l’amministrazione Trump. Venerdì un collegio della corte d’appello federale di Washington ha confermato la decisione del Pentagono di inserire la società nella propria “blacklist”.
La decisione è stata presa a maggioranza, con due voti favorevoli e uno contrario. Il collegio ha respinto la posizione sostenuta da Anthropic, secondo cui il divieto imposto dal Dipartimento della Difesa all’impiego dei suoi modelli Claude sarebbe stato arbitrario, non autorizzato e incostituzionale.
