Sigfrido Ranucci ha parlato del futuro di Report e del ricorso presentato contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione. Il giornalista è intervenuto a Monreale durante la presentazione del suo libro Il ritorno della casta, organizzata dalla libreria Tante Storie. L’udienza sul ricorso è fissata per il 25 settembre davanti al Tribunale del Lavoro di Roma.
Ranucci: “Combatto anche per chi soffre per quello che mi è successo”
Ranucci ha raccontato di ricevere manifestazioni di vicinanza da persone che, a suo dire, arrivano a provare una sofferenza fisica per quanto gli è accaduto. Il giornalista ha spiegato di voler continuare la sua battaglia anche pensando a loro e ha richiamato l’attenzione sul futuro della squadra di Report.
Secondo Ranucci, il programma dispone di un gruppo di lavoro che dovrebbe essere tutelato, come lui sostiene di aver fatto durante i vent’anni trascorsi alla guida della trasmissione. Ha indicato proprio questo impegno tra le ragioni per cui, a suo giudizio, sarebbe stato sostituito.
L’attesa per l’udienza a Roma
Parlando del ricorso contro la rimozione dalla conduzione, Ranucci ha detto di non avere particolari sensazioni sull’esito dell’udienza e di voler attendere la decisione dei giudici. “Mi atterrò a quello che dirà il Tribunale”, ha dichiarato.
Il ricorso urgente è stato depositato al Tribunale del Lavoro di Roma a metà settembre. I legali del giornalista chiedono, tra le altre cose, di sospendere la procedura di ricollocazione avviata dalla Rai e di reintegrare Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report.
Ranucci: “Ho tante battaglie da affrontare”
Il giornalista ha descritto questo periodo come una fase particolarmente intensa, sottolineando di avere davanti a sé diverse questioni da affrontare. Tra queste ha citato anche il confronto con la Rai relativo al comitato etico.
Ranucci ha quindi parlato di battaglie da affrontare una alla volta, senza anticipare valutazioni sull’esito del procedimento davanti al Tribunale del Lavoro.
Nel libro una lettera di scuse alla Costituzione
Durante la presentazione del volume, Ranucci ha affrontato anche il tema dei diritti e della libertà di stampa. Ha ricordato una dichiarazione di Maurizio Landini, secondo cui un attacco alla libertà di stampa rappresenterebbe anche un attacco alla Costituzione.
Il giornalista ha spiegato di aver scelto proprio per questo di aprire Il ritorno della casta con una lettera di scuse alla Costituzione. A suo giudizio, nel corso degli anni la società avrebbe perso di vista alcuni dei diritti conquistati dalle generazioni precedenti, anche pagando un prezzo molto alto.
Ranucci: “Abbiamo perso la capacità di difendere i nostri diritti”
Tra i diritti richiamati da Ranucci ci sono uguaglianza, inclusione, cura, informazione, istruzione, lavoro e sicurezza sul lavoro. Secondo il giornalista, la distrazione accumulata nel tempo avrebbe portato a una situazione in cui non si sarebbe più nemmeno in grado di difendere adeguatamente queste conquiste.
Per questo, ha sostenuto Ranucci, sarebbe necessario acquisire maggiore consapevolezza e iniziare a mobilitarsi affinché i diritti vengano effettivamente riconosciuti.
Il riferimento al referendum sulla magistratura
Nel suo intervento Ranucci ha infine collegato la situazione dei diritti e della libertà di stampa a un quadro internazionale più ampio. A suo giudizio, il referendum sulla magistratura rappresenterebbe “un tassello del nuovo ordine mondiale”.
Il giornalista ha sostenuto che, dopo una fase di indebolimento del diritto internazionale, questo processo starebbe cercando di incidere anche sui singoli ordinamenti nazionali, attraverso nuove leggi e limitazioni della libertà di stampa. Si tratta di una valutazione politica espressa da Ranucci nel corso della presentazione del libro.
