Un massiccio attacco missilistico russo ha colpito Kiev nelle ultime ore, danneggiando anche un ospedale di maternità. Il bilancio è di almeno due morti e tre feriti. Frammenti di un razzo hanno raggiunto la struttura sanitaria, uno dei diversi edifici danneggiati nella capitale ucraina, mentre a New York il confronto diplomatico prosegue senza un accordo per interrompere i combattimenti.
Il bombardamento è arrivato dopo una nuova notte di raid. Secondo le autorità ucraine, sono state danneggiate abitazioni e infrastrutture; alcune aree della città sono state interessate dalla caduta dei frammenti dei missili intercettati. I nuovi attacchi a Kiev si inseriscono in una fase di forte intensificazione delle incursioni aeree.
I raid con droni e l’appello di Zelensky all’Onu
La capitale era già stata colpita il giorno precedente da un vasto attacco con droni. Il sindaco Vitali Klitschko aveva riferito di una persona morta e otto ferite. Gli incendi si erano sviluppati in diverse zone della città e il servizio ferroviario urbano era stato temporaneamente sospeso.
Anche le autorità russe hanno denunciato nuovi attacchi ucraini. Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver distrutto 514 droni ucraini durante la notte: il dato non è stato verificato indipendentemente.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha portato il conflitto davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, rivolgendo alla comunità internazionale l’appello: «Putin deve essere fermato». Nel suo intervento ha denunciato il peso crescente della guerra e sostenuto che la Russia starebbe utilizzando soldati provenienti da 47 Paesi.
Per l’Ucraina, ha avvertito Zelensky, il prossimo inverno potrebbe essere particolarmente difficile, soprattutto a causa delle conseguenze degli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Dopo mesi di combattimenti, Kiev continua a sostenere la necessità di una soluzione negoziale, ma chiede che il percorso verso la pace non comporti la rinuncia alla sovranità e alla sicurezza del Paese. Alla denuncia degli attacchi russi si accompagna la richiesta ucraina di una riduzione delle ostilità.
Lavrov esclude una pausa, Washington valuta la tregua energetica
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato a New York che Mosca è pronta a negoziare una «pace giusta e duratura», escludendo però una sospensione delle ostilità durante i colloqui. «Non ci sarà alcuna pausa nella nostra operazione militare speciale», ha affermato, sostenendo che l’Ucraina e i suoi alleati potrebbero utilizzare una tregua per rifornire Kiev di nuove armi.
Gli Stati Uniti cercano di riaprire un canale di dialogo tra Mosca e Kiev. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato l’invito di Washington a Vladimir Putin per il prossimo G20 di Miami, in programma a dicembre. L’iniziativa segue l’incontro tra Rubio e Lavrov a New York e rientra nel tentativo dell’amministrazione Trump di riportare le parti a un percorso negoziale.
Secondo Rubio, Washington sta valutando anche una tregua relativa agli attacchi russi alle reti elettriche ucraine e a quelli ucraini contro raffinerie e infrastrutture energetiche russe. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha però dichiarato: «Al momento non ci sono i presupposti per avviare negoziati di pace», ribadendo la disponibilità di Mosca a un eventuale confronto.
Con l’avvicinarsi dell’inverno, la protezione delle reti elettriche e la disponibilità di energia assumono un rilievo umanitario oltre che militare. Una tregua energetica potrebbe offrire un primo terreno di confronto, e la questione potrebbe diventare centrale nei prossimi mesi. Al momento non esiste un accordo e gli attacchi continuano.
