I depositi dell’Inail presso la Tesoreria dello Stato hanno raggiunto 47,2 miliardi nel 2025, superando la riserva tecnica necessaria a coprire infortuni e malattie professionali. Eppure la spesa che dovrebbe trasformare quelle risorse in prevenzione e formazione procede a fatica. Sul versante delle imprese, inoltre, l’effettiva erogazione dei fondi risulta discontinua.
Quel patrimonio si è accumulato in 24 anni, dai 3,4 miliardi del 2001 ai livelli attuali. Sky TG24 ha rilevato che, nel lungo periodo, alla crescita delle somme accantonate si è affiancato l’aumento delle morti sul lavoro. Di fatto, il quadro mostra risorse disponibili e impieghi più lenti.
Le risorse dedicate alla sicurezza restano molto più contenute rispetto ai depositi: circa 900 milioni nell’ultimo anno. Di questi, 600 milioni sono stati assegnati alle imprese per interventi di prevenzione. Gli sconti contributivi per imprese e artigiani “virtuosi” hanno assorbito 240 milioni; altri 50 milioni sono stati destinati alla formazione.
Andamento degli infortuni e relazione annuale sui Inail fondi sicurezza lavoro
Il bilancio delle vittime segue una traiettoria distinta da quello finanziario: i morti sul lavoro sono stati 1.189, contro i 1.237 del 2019, con una riduzione del 4%. Le denunce di infortunio e di malattia professionale, invece, sono aumentate. La relazione annuale dell’Istituto è stata illustrata alla Camera il 22 settembre, alla presenza, tra gli altri, del ministro del Lavoro Marina Calderone.
Se si escludono i decessi lungo il tragitto da e verso casa, il miglioramento si assottiglia: i morti “in occasione di lavoro” passano da 902 a 890, pari a una contrazione di 1,3 punti percentuali. Un dato che sposta poco l’equilibrio generale.
Gli uomini rappresentano il 93,9% delle vittime, le donne il 6,1%. Le morti si concentrano in trasporti, costruzioni, magazzinaggio e agricoltura: comparti dove l’occupazione è prevalentemente maschile e il rischio operativo resta elevato.
Un precedente aiuta a leggere gli ostacoli: il consiglio di vigilanza Inail ha evidenziato che, tra il 2010 e il 2014, burocrazia e ritardi hanno bloccato il 56% dei versamenti per la prevenzione, con solo il 44% delle somme stanziate effettivamente erogate alle imprese. In parallelo, la difficoltà di spesa limita l’impatto dei programmi, nonostante l’ampiezza dei fondi disponibili.
