L’area geologica ad anello lungo il margine interno del cratere Jezero, su Marte, è stata modellata da un sistema complesso di antichi laghi, acque sotterranee e fluidi idrotermali. È la Margin Unit, al centro dello studio guidato dalla statunitense Purdue University e pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment.
La ricerca è stata condotta grazie agli strumenti a bordo del rover Perseverance della Nasa. L’analisi delle rocce di Jezero in questa zona ha permesso di distinguere almeno tre episodi di contatto con l’acqua, diversi per le caratteristiche dei fluidi coinvolti.
Il primo incontro avvenne con acque sotterranee ricche di anidride carbonica. Nel secondo episodio, a raggiungere le rocce fu probabilmente l’acqua del lago che occupava il cratere. Il terzo contatto coinvolse invece acque idrotermali riscaldate.
Il risultato rende il cratere sempre più interessante per l’astrobiologia e per la ricerca di possibili tracce lasciate da forme di vita passata.
La coordinatrice della ricerca, Candice Bedford, ha commentato: “Se c’è una cosa che ho imparato dopo dieci anni di lavoro con i rover marziani è che Marte ti riserva continuamente delle sorprese”.
