Una nuova rotazione di soldati degli Stati Uniti è in arrivo in Lituania, mentre Berlino prepara il dispiegamento stabile di una brigata sul territorio lituano. L’invio è stato annunciato dal presidente Gitanas Nausėda su X il 22 settembre 2026, con un messaggio di ringraziamento all’amministrazione americana: «Siamo grati al presidente Donald Trump e all’amministrazione statunitense per questa decisione». Il capo dello Stato ha collegato la presenza statunitense alla postura di deterrenza dell’Alleanza, ribadendo che la Nato è pronta a proteggere «ogni centimetro» del proprio territorio.
In parallelo, il primo ministro Mindaugas Sinkevičius ha spiegato in un’intervista alla Bbc che i piani di evacuazione sono pronti in caso di necessità, ma non equivalgono a un arretramento: «Reagiremo, entreremo in azione». Il governo sottolinea che si tratta di una misura precauzionale, predisposta per scenari di rischio, mentre la capacità di risposta delle forze lituane resta al centro della strategia nazionale.
Presenza statunitense e deterrenza Nato
Il numero esatto dei militari in arrivo non è stato reso noto; secondo Vilnius, tuttavia, non sarà inferiore alla precedente rotazione. Dal 2019 la Lituania ospita a turnazione fino a 1.000 soldati statunitensi, considerati un tassello essenziale della sicurezza nazionale e del dispositivo sul fianco orientale dell’Alleanza. Nella comunicazione istituzionale, la presenza alleata viene presentata come fattore di stabilità regionale e come parte integrante della difesa collettiva che la Nato richiama quando promette di difendere “ogni centimetro” del territorio dei Paesi membri.
La pianificazione di eventuali evacuazioni, precisano le autorità, non modifica questa impostazione: il dispositivo resta orientato alla deterrenza e alla prontezza operativa. La continuità della presenza statunitense viene inoltre legata a una cornice più ampia di cooperazione militare, che comprende infrastrutture, addestramento congiunto e rotazioni coordinate con gli alleati europei.
Droni nello spazio aereo e brigata tedesca
La scorsa settimana i piloti di caccia della Nato hanno abbattuto un drone penetrato nello spazio aereo lituano. Episodi analoghi in Europa sono diventati più frequenti dall’inizio dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina: in più occasioni, quest’anno, i jet dell’Alleanza si sono alzati per neutralizzare droni ucraini finiti fuori rotta e transitati sui cieli di Estonia e Lettonia. Le autorità ucraine attribuiscono queste deviazioni alla guerra elettronica russa, che può alterare traiettorie e sistemi di navigazione dei velivoli senza pilota.
Berlino ha confermato l’impegno assunto nel 2023: dispiegherà in modo permanente in Lituania una brigata da combattimento, prevista operativa entro il 2027 e composta da circa 5.000 tra soldati e personale civile. Non tutto appare lineare sul fronte del personale: la copertura delle posizioni non avrebbe raggiunto le adesioni volontarie attese e la Germania starebbe ricorrendo ad assegnazioni obbligatorie per colmare i vuoti. La maggior parte dei reparti sarà basata a Rūdninkai, in prossimità del corridoio di Suwałki, la stretta lingua di territorio tra Lituania e Polonia che collega la Bielorussia all’exclave russa di Kaliningrad, spesso citata nei piani di difesa dell’Alleanza.
Secondo la Nato, a dicembre dello scorso anno erano presenti in Lituania più di 5.000 militari. Il dato incornicia la nuova rotazione annunciata da Vilnius e la futura brigata tedesca, indicando una postura difensiva già significativa sul terreno e destinata a rafforzarsi con i dispiegamenti programmati.
