La Lituania ha predisposto un piano per evacuare i residenti di Vilnius in caso di minaccia militare o di una grave crisi. Il piano, aggiornato circa un anno fa, torna ora al centro dell’attenzione mentre cresce la tensione sul fianco orientale della Nato, tra incursioni di droni, attacchi russi sempre più vicini ai confini dell’Alleanza e un livello di allerta sempre più alto anche in Polonia.
Il piano della Lituania: le tre direttrici e il corridoio attraverso la Polonia
Il piano di evacuazione di Vilnius individua tre direttrici principali per l’uscita dalla capitale. Una conduce verso il confine con la Polonia; le altre due permetterebbero agli abitanti di raggiungere le zone a nord e a ovest della Lituania. L’ordine delle partenze non sarebbe indipendente dal pericolo: a determinarlo sarebbero la posizione e l’entità della minaccia.
Le autorità hanno chiarito che l’evacuazione dovrebbe cominciare prima che il pericolo raggiunga la capitale. Le indicazioni cambierebbero se un attacco fosse già in corso: in quel caso ai cittadini verrebbe chiesto di cercare riparo, non di mettersi in viaggio.
Alla Polonia spetterebbe un ruolo centrale: le autorità del Voivodato della Podlachia, nel nord-est del Paese, stanno preparando la regione come possibile corridoio di transito per gli abitanti provenienti dai Paesi baltici. L’obiettivo è predisporre in anticipo un sistema coordinato per gli spostamenti della popolazione, evitando partenze incontrollate nel momento di maggiore emergenza.
Il drone abbattuto in Lituania e l’allerta polacca
La tensione nei cieli lituani è aumentata negli ultimi giorni. Nella notte tra il 14 e il 15 settembre un drone di fabbricazione russa entrato dalla Bielorussia è stato abbattuto da un caccia italiano impegnato nella missione Nato. Secondo il presidente lituano Gitanas Nausėda, il velivolo era probabilmente diretto verso l’Ucraina e potrebbe essere finito fuori rotta a causa delle contromisure elettroniche ucraine.
A distanza di pochi giorni, nel pomeriggio del 17 settembre, due aerei militari russi hanno violato lo spazio aereo della Lituania: dalla base di Šiauliai sono quindi decollati due Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica italiana, impegnati nella Task Force Air “Baltic Thunder III”, nell’ambito della missione Nato di difesa del fianco orientale dell’Alleanza.
Polonia, cresce l’allerta per gli attacchi russi vicino al confine
Anche in Polonia il livello di attenzione è aumentato. Il 17 settembre il premier Donald Tusk ha riferito al Parlamento che, sulla base delle valutazioni di intelligence, nei prossimi mesi non possono essere esclusi attacchi ibridi con droni o missili contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, Polonia compresa. Varsavia sta per questo rafforzando le infrastrutture militari nei principali valichi con l’Ucraina.
Nei giorni scorsi il governo aveva già innalzato l’allerta dopo che attacchi russi avevano colpito obiettivi in Ucraina ad appena due chilometri dal confine polacco. Il 17 settembre, durante una nuova ondata di raid su Kyiv e altre città ucraine, la Polonia ha fatto decollare i propri caccia e gli aeroporti di Rzeszów e Lublino sono stati temporaneamente chiusi.
