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Mattarella: “La scuola è integrazione, la scuola è aperta a tutti”

Il Presidente ad Amatrice: "Il Paese più forte investe sulla conoscenza". La ricostruzione passa anche dalla formazione

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Sergio Mattaerella

Sergio Mattarella

Marta Colazzo di Marta Colazzo

Classe 2003, giornalista pubblicista e studentessa magistrale in Televisione, Cinema e New Media all'Università IULM di Milano. Da anni mi occupo di cronaca locale e informazione economico-finanziaria, con un focus sulla creazione di contenuti multimediali tra podcast, video, social e newsletter. Da giugno 2026 faccio parte della squadra di Alanews

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico presso l’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne” ad Amatrice, nel decimo anniversario del terremoto. Nel suo intervento ha ribadito l’idea di una scuola aperta e inclusiva: “La scuola è integrazione, la scuola è aperta a tutti”.

Il discorso di Mattarella: “La scuola è integrazione, la scuola è aperta a tutti”

“Riparte la scuola. Inizia un nuovo anno scolastico. Come sempre. Ma non è una replica sempre uguale. È un tratto di strada nuovo quello che comincia. Sono nuove le classi, nuovi gli studi che si affrontano, nuovi i ragazzi e le ragazze delle prime classi, ma soprattutto è nuovo il mondo, che cambia velocemente. Un percorso aperto, sempre nuovo. Da affrontare con la speranza di dare e di ricevere di più. Di crescere e di costruire. La scuola prepara il futuro. Tessendo insieme conoscenze e creatività, cultura e dialogo tra le persone”.

“Viviamo un cambiamento d’epoca. Grandi e veloci trasformazioni stanno mutando sia il contesto che la nostra quotidianità – ha aggiunto – La società ha, come sempre, bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora. Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell’oggi le risorse. E’ invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza”.

La scuola come investimento sul futuro

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha insistito sul ruolo decisivo della scuola e della formazione nell’epoca delle tecnologie intelligenti. “Del resto, macchine sempre più intelligenti, per essere governate a vantaggio delle persone e delle comunità, hanno bisogno di persone sempre più preparate, più responsabili; e più ricche di valori. I compiti educativi e formativi sono sempre stati cruciali. Ma oggi, se possibile, lo sono ancora di più. Soprattutto oggi educare vuol dire, insieme a trasmettere conoscenze, promuovere talento e partecipazione; vuol dire sviluppare le qualità intellettuali e morali, vuol dire formare personalità libere e mature, capaci di contribuire alla vita di comunità. Abbiamo costruito nei decenni una buona scuola. Grazie al lavoro di tanti. Dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare”, ha proseguito Mattarella.

“Non potrà mai esserci una macchina al posto di un insegnante, per quanto sia una macchina intelligente. Quando un ragazzo alza la mano, l’insegnante capisce se lo sta facendo per perdere tempo o per capire meglio un concetto o se sta interrogando, capisce se il ragazzo non è preparato o sta cercando di esprimere meglio un concetto, la macchina difficilmente potrebbe farlo. Voi stessi avete governato una macchina non al contrario”, ha sottolineato il capo dello Stato.

La ricostruzione per Mattarella parte dalla scuola

Mattarella ha legato la ripartenza della scuola alla rinascita dei territori colpiti dal sisma. “Ricominciare da questa bella scuola ricostruita, da Amatrice, da Arquata del Tronto, da Norcia, da tutti i luoghi colpiti dal terremoto di dieci anni fa, dalle ferite profonde sofferte da queste comunità esprime il senso di quanto sia importante questo nostro ripartire. Amatrice, Arquata del Tronto, Norcia, nella giornata della scuola, sono capitali d’Italia per sottolineare la centralità del percorso di ricostruzione e il dovere e la volontà di condividerne attese e prospettive”, ha osservato il capo dello Stato.

In precedenza, nel corso di un’intervista con i ragazzi della scuola di Amatrice durante le celebrazioni dell’inaugurazione dell’anno scolastico, il presidente della Repubblica aveva ricordato gli anni in cui lui stesso era uno studente: “C’è una cosa che non si fa più da tempo a scuola: imparare a memoria le composizioni poetiche. Era una cosa che io mi chiedevo: ma perché devo fare questo sforzo? Ma a distanza di decenni me le ripeto e mi fa piacere. Tutto quello che si acquisisce è libertà, la cultura rende liberi”.

Il presidente ha anche offerto un profilo personale, citando la materia preferita e un aneddoto: Mattarella ha raccontato che la storia era la materia che preferiva e ad Alberto Angela, oltre che l’amore per la storia, lo accomuna “anche la pessima grafia”. Ha quindi incoraggiato gli studenti: “Guardate il futuro con fiducia, la mia generazione ha visto trasformazioni inimmaginabili. Mai guardare al passato, auguri”.

Integrazione e lingua italiana: le parole di Valditara

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, intervenuto ad Amatrice durante l’inaugurazione dell’anno scolastico, ha richiamato l’attenzione sulla centralità dell’inclusione e della padronanza linguistica. “Ho ricordato più volte anche la necessità dell’integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell’espressione, che va sempre pensata nella sua complessità: evitare alla radice qualunque discriminazione, rimuovere le cause anche linguistiche di un’inaccettabile marginalizzazione – con particolare attenzione all’effettiva padronanza della lingua italiana, perché senza conoscenza della nostra lingua, senza la padronanza della nostra lingua non c’è vera integrazione, non c’è successo scolastico e non c’è futuro all’interno della nostra società”.

Nel complesso, gli interventi hanno ribadito un messaggio unitario: la scuola come luogo di conoscenza, partecipazione e coesione, capace di tenere insieme ricostruzione materiale e crescita civica. Dalle aule ricostruite di Amatrice il richiamo a investire in educazione e competenze si è intrecciato con l’idea di una comunità che riparte mettendo al centro studenti, docenti e famiglie, con l’obiettivo di una scuola “all’altezza dei tempi nuovi”.

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