Il tribunale di sorveglianza di Verona ha concesso la semilibertà a Chico Forti. La decisione arriva dopo l’udienza celebrata mercoledì scorso; l’ex imprenditore trentino era stato condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per la morte di Dale Pike, avvenuta nel febbraio 1998 a Miami. Forti è oggi detenuto a Verona dopo aver trascorso 25 anni in carcere in Florida.
Il provvedimento non incide sulle misure già in atto, ma formalizza un passaggio atteso dall’interessato e dalla difesa.
Il Tribunale concede la semilibertà a Chico Forti
La semilibertà ottenuta oggi rappresenta il primo passo per chiedere la libertà condizionale. L’udienza è stata fissata per il 24 febbraio del prossimo anno.
La giornata di Forti cambierà poco rispetto agli ultimi mesi: dal dicembre dello scorso anno svolge 40 ore settimanali di volontariato in un’azienda agricola veronese, uscendo al mattino dal carcere di Montorio e rientrando la sera, attività che continuerà in regime di semilibertà.
Il programma operativo dipenderà ora dalla direzione dell’istituto. Oltre a proseguire il lavoro, Forti auspica di poter far visita più spesso alla madre, che vive a Trento. È difeso dagli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma. Forti è detenuto a Montorio dal suo arrivo in Italia nel maggio 2024.
Vicenda giudiziaria e posizioni
Forti è in carcere da 26 anni per l’omicidio di Anthony Dale Pike, ucciso a Miami nel 1998, reato per il quale si è sempre dichiarato innocente. Ne è convinto anche il fratello della vittima, Bradley Pike, che più volte si è esposto dicendo di credere nell’innocenza dell’ex imprenditore trentino.
Forti è rientrato in Italia due anni dopo una lunga trattativa diplomatica portata avanti dal governo; attualmente usufruisce della possibilità di svolgere attività di volontariato esterne al carcere per circa 40 ore.
