Le riprese di «Lucio» inizieranno lunedì a Bologna, dopo i sopralluoghi e i preparativi sui set. Il film dedicato alla vita e alla musica di Lucio Dalla seguirà il cantautore dall’infanzia alla maturità artistica, fino ai giorni della nascita di «Caruso». Tredici Pietro interpreterà il giovane Gianni Morandi, portando sullo schermo il padre in una storia che si svilupperà tra il capoluogo emiliano e Sorrento.
Il progetto, destinato alla Rai e prodotto da Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica, è atteso al debutto subito dopo il Festival di Sanremo. La regia è affidata ad Ambrogio Lo Giudice, autore anche della sceneggiatura insieme a Stefano Sardo.
Valentino Aquilano sarà Dalla, Tredici Pietro interpreterà Morandi
A dare il volto a Lucio Dalla sarà Valentino Aquilano, cantante di origine pugliese che ha costruito una parte importante del proprio percorso artistico sul repertorio del musicista bolognese. Alla familiarità con le canzoni si aggiunge una notevole somiglianza fisica con l’artista che dovrà interpretare.
La scelta di Tredici Pietro, nome d’arte di Pietro Morandi, introduce nel racconto un legame familiare reale: il rapper e cantautore vestirà per la prima volta sullo schermo i panni del padre, il cantante di Monghidoro, da giovane. La presenza di Gianni Morandi nel film accompagna un rapporto umano e professionale con Dalla durato decenni, arrivato fino al progetto comune «Dalla/Morandi».
Tra i personaggi ci sarà anche Roberto Roversi, poeta e intellettuale bolognese con cui Dalla realizzò negli anni Settanta una delle fasi più sperimentali della sua carriera. Il ruolo dovrebbe essere affidato a Stefano Pesce, attore bolognese. Per la madre del cantautore, figura centrale soprattutto nel racconto dell’infanzia, la scelta dovrebbe invece ricadere su Giovanna Mezzogiorno. Un Dalla bambino è stato individuato attraverso i provini svolti durante l’estate all’asilo nido di via dei Gelsi, alla Ponticella.
La sinossi descrive Dalla come un uomo «fragile, visionario e fuori da ogni convenzione», capace di trasformare le proprie inquietudini in un linguaggio universale attraverso la musica. Il racconto darà spazio anche alla sua dimensione intima: gli affetti, la solitudine, il bisogno di essere amato e la capacità di tradurre la propria vita in canzoni, che lo ha reso uno degli artisti più riconoscibili della musica italiana.
I set tra Bologna e Sorrento, fino alla nascita di Caruso
La casa dell’infanzia in piazza Cavour è stata ricostruita per le riprese: oggi non esiste più nella forma in cui Lucio Dalla l’aveva conosciuta. Per ricreare il collegio frequentato dal cantante saranno invece utilizzati gli spazi del Pio Istituto delle Sordomute, nei pressi di porta Castiglione. Sono luoghi che permetteranno di raccontare gli anni precedenti ai primi passi nella musica.
Le telecamere raggiungeranno anche gli studi Fonoprint, tra i punti di riferimento della scena musicale bolognese e tra i luoghi legati alla storia dell’artista. Bologna avrà così un ruolo nel percorso umano e musicale rappresentato dal film, non soltanto come ambientazione delle vicende.
L’altra città protagonista sarà Sorrento, dove nacque «Caruso», una delle canzoni più celebri di Dalla e tra i brani italiani più conosciuti nel mondo. In Campania sono già partiti nuovi provini per cercare uomini e donne da impiegare come comparse, chiamate a rappresentare l’Italia degli anni Ottanta.
Il percorso del film attraverserà l’infanzia, l’avvicinamento alla musica e Sanremo, per poi seguire le collaborazioni con Roversi e i momenti decisivi della vita privata e professionale del cantautore. Verso il finale, il racconto arriverà proprio ai giorni in cui prese forma «Caruso», seguendo Dalla fino alla maturità artistica senza limitarsi alle canzoni e al successo.
La musica del film è affidata a Beppe D’Onghia, storico collaboratore di Dalla. A curare la fotografia sarà Gian Filippo Corticelli.
