La crescente tensione nella regione ha spinto l’operazione europea Aspides ad aumentare il livello di allerta delle proprie navi impegnate nel Mar Rosso. L’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha spiegato che la missione continua a garantire la protezione del traffico marittimo e le operazioni di scorta, mentre sul fronte politico si moltiplicano gli interventi sulla sicurezza della navigazione.
Kallas: “La situazione della sicurezza si aggrava”
Kallas ha sottolineato che l’Unione europea sta contribuendo a proteggere le rotte commerciali nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Il peggioramento del quadro della sicurezza ha portato Aspides a innalzare il livello di allerta a bordo delle proprie navi, senza interrompere le attività di scorta. Secondo l’Alta rappresentante europea, gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita sono “inaccettabili” e rappresentano una minaccia anche per l’economia globale.
Il confronto di Kallas con il ministro degli Esteri saudita
Kallas ha riferito inoltre di aver avuto un colloquio con Faisal bin Farhan, ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita. Al centro della conversazione ci sono stati gli sforzi diplomatici per arrivare alla fine dei combattimenti nello Yemen e ristabilire la libertà di navigazione.
L’Alta rappresentante ha richiamato in particolare la necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga accessibile alla navigazione. Secondo Kallas, il passaggio marittimo deve poter essere attraversato senza ostacoli e gratuitamente.
La lettera di 41 eurodeputati sul caso del documentario
Nella stessa giornata è emersa anche un’altra iniziativa indirizzata a Kallas. Sono infatti 41 gli eurodeputati che hanno firmato una lettera promossa da Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito Democratico e responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Pd.
La missiva riguarda Yuval Abraham e Rachel Szor, autori del documentario Naza, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia. I parlamentari europei chiedono all’Unione europea di intervenire sulla vicenda che coinvolge i due autori.
“Non possiamo accettare minacce contro gli autori”
I 41 firmatari, appartenenti ai gruppi Socialisti, Sinistra e Verdi, sostengono di non poter accettare che gli autori di un documentario siano minacciati della revoca della cittadinanza a causa del loro lavoro e che venga richiesto ai servizi di sicurezza israeliani di indagare sulle testimonianze e sui materiali utilizzati per realizzare il film.
Secondo gli europarlamentari, la vicenda riguarda direttamente il tema della libertà di espressione in Israele. Un’opera, sostengono, può essere criticata o contestata anche in modo duro, ma la risposta non dovrebbe consistere in minacce rivolte ai suoi autori o nell’utilizzo dei servizi di sicurezza per individuare le persone che hanno deciso di fornire le proprie testimonianze.
La richiesta di coinvolgere le autorità israeliane
Per questo motivo, i firmatari hanno chiesto a Kallas di portare direttamente il caso all’attenzione delle autorità israeliane. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sull’iniziativa che coinvolgerebbe lo Shin Bet, oltre a garanzie per Abraham e Szor e per la tutela della riservatezza delle testimonianze raccolte durante il loro lavoro.
Gli eurodeputati chiedono inoltre che la questione venga inserita nel dialogo politico tra Unione europea e Israele, anche nell’ambito dell’Accordo di associazione Ue-Israele.
L’appello alla tutela della libertà di espressione
Nella parte conclusiva della lettera, i 41 parlamentari ribadiscono che la libertà di espressione comprende anche la possibilità di raccontare fatti controversi, raccogliere testimonianze e realizzare un film da sottoporre al pubblico senza il timore di possibili ritorsioni da parte dello Stato.
I firmatari definiscono questo principio un elemento fondamentale di una società democratica e chiedono a Kallas di farlo valere con chiarezza nel confronto con le autorità israeliane, portando la questione all’attenzione dell’Unione europea.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Kallas: “Gli attacchi ibridi russi diano una svegliata ai Paesi sulle sanzioni”
