Emmanuel Macron ha riunito oggi, venerdì 18 settembre, all’Eliseo, a Parigi, i leader dei partiti rappresentati in Parlamento e i candidati alle elezioni presidenziali per discutere delle crisi internazionali e delle conseguenze per la Francia. Il confronto ha riguardato la guerra in Ucraina, le tensioni internazionali e le ripercussioni sulla sicurezza nazionale, sui prezzi dell’energia e sugli approvvigionamenti.
Alla riunione hanno partecipato anche il primo ministro Sébastien Lecornu e i vertici delle istituzioni francesi. L’incontro, convocato di fronte a quella che l’Eliseo ha definito una “degradazione rapida” della situazione geopolitica, aveva l’obiettivo di informare i responsabili politici e discutere degli effetti interni delle crisi.
La richiesta di un piano per le infrastrutture critiche
La protezione delle infrastrutture è stata al centro dell’intervento sulla Russia. Macron ha chiesto di elaborare “un piano di protezione delle nostre infrastrutture critiche”, indicando negli attacchi ibridi russi una minaccia crescente alla quale la Francia deve prepararsi a rispondere. La richiesta riguarda la sicurezza del Paese di fronte a una nuova fase della minaccia russa.
“La natura dell’aggressività russa e delle minacce in Europa sta cambiando”, ha affermato il presidente francese. Il tema affrontato all’Eliseo non è stato quindi soltanto quello del fronte militare ucraino: il confronto ha riguardato anche i rischi per le infrastrutture critiche e per la sicurezza dei Paesi europei.
La posizione si inserisce nella linea seguita da Parigi negli ultimi mesi. Al G7 di Evian di giugno, la Francia e gli altri membri avevano confermato il sostegno all’Ucraina, concordando un aumento delle capacità di difesa aerea e della pressione sull’economia di guerra russa. Tra gli interventi concordati figuravano nuove misure sui settori del petrolio e del gas.
Il G7 sull’energia e le conseguenze per i francesi
Macron ha annunciato durante la riunione che la Francia convocherà un vertice del G7 sull’energia. Le tensioni internazionali continuano a pesare tanto sulla disponibilità delle forniture quanto sui prezzi, con conseguenze dirette anche sul potere d’acquisto dei francesi.
La durata di questi effetti è stata affrontata nel confronto con i rappresentanti politici. All’uscita dall’Eliseo, il leader dei Républicains Bruno Retailleau ha riferito che ai partecipanti era stato spiegato che le conseguenze energetiche dei conflitti sono destinate a durare.
La sicurezza energetica era già tra le priorità indicate dalla presidenza francese del G7. A Evian, i leader avevano discusso della diversificazione delle rotte di approvvigionamento, con l’obiettivo di ridurre le vulnerabilità internazionali. Parigi ha inoltre ribadito negli ultimi mesi il legame tra la stabilità geopolitica, la disponibilità di energia e la protezione dell’economia europea.
La Francia, presidente di turno del G7 nel 2026, cerca di coordinare una risposta internazionale alle pressioni russe e alle nuove vulnerabilità energetiche. Il vertice annunciato da Macron sarà dedicato al dossier dell’energia.
