Potrebbe esserci una svolta nel giallo delle due morti avvenute a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Secondo quanto trapela da fonti qualificate, gli investigatori avrebbero raccolto “elementi certi” che portano a prendere in considerazione l’ipotesi di un duplice omicidio premeditato. Indicazioni nella stessa direzione sarebbero arrivate informalmente anche dagli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, mentre si attendono le relazioni ufficiali.
Gli esami sulla ricina
Tra gli elementi ancora da chiarire c’è anche la possibile presenza di ricina sui reperti e sugli alimenti sequestrati nell’ambito dell’inchiesta. Qualcosa di anomalo sarebbe già emerso, ma per avere un quadro definitivo sarà necessario attendere le consulenze degli specialisti tedeschi e il loro invio agli inquirenti italiani. Proprio dagli accertamenti condotti a Berlino potrebbe quindi arrivare un contributo decisivo alla ricostruzione di quanto accaduto e alla definizione della pista investigativa.
Il legale di Gianni Di Vita: “Non bisogna escludere l’ipotesi dell’incidente”
Nel frattempo, l’avvocato Vittorino Facciolla, che assiste Gianni Di Vita, padre e marito di Sara e Alice, le due vittime morte avvelenate a dicembre dopo l’esposizione alla ricina, invita a non abbandonare l’ipotesi dell’incidente.
“Credo che l’ipotesi dell’incidente debba essere valutata come tutte le altre ipotesi che sono in campo, senza escluderla”, ha dichiarato il legale all’ANSA, richiamando alcune parole pronunciate da Carlo Locatelli, esperto del Centro Antiveleni “Maugeri” di Pavia, durante la trasmissione Rai Ore 14.
Locatelli era stato il professionista che lo scorso marzo aveva individuato la ricina nel sangue delle vittime, imprimendo una svolta alle indagini. Facciolla ne sottolinea l’elevata competenza e ricorda che, nei sette casi precedenti considerati dall’esperto, l’avvelenamento era avvenuto accidentalmente.
Secondo il legale, questo dato non consente di escludere altre piste, ma allo stesso tempo non permette di eliminare quella dell’accidentalità. La difesa, spiega Facciolla, aveva già concentrato l’attenzione sull’ipotesi dell’incidente fin dall’inizio dell’inchiesta, anche attraverso il lavoro dei propri consulenti.
Gli accertamenti sugli alimenti e sui 131 prelievi
Anche i familiari delle vittime, aggiunge l’avvocato, “non hanno mai escluso l’ipotesi dell’incidente”. Ora l’attesa è rivolta soprattutto ai risultati degli esami affidati agli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Per Facciolla sarà il confronto tra due gruppi di dati a fornire indicazioni importanti: da una parte le analisi sugli alimenti presenti nella casa di Pietracatella, raccolti nell’immediatezza dei fatti, dall’altra i risultati dei 131 prelievi effettuati nel mese di luglio. L’incrocio degli esiti potrebbe permettere di confermare o escludere il veicolo attraverso cui la sostanza avrebbe provocato la morte di Sara e Antonella.
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