Anticipare l’attesa del rito con un gesto immediato di solidarietà. Alla vigilia delle celebrazioni per San Gennaro, mentre cresce il fermento popolare per il tradizionale prodigio della liquefazione, dalle corsie ospedaliere parte un appello originale che chiama a raccolta la cittadinanza: donare il proprio sangue prima ancora che si sciolga quello custodito nell’ampolla. L’iniziativa nasce per dare una risposta concreta alle carenze che ciclicamente colpiscono le scorte ematiche, provate dalla stagione estiva e sotto pressione per gli interventi chirurgici d’urgenza e i trattamenti oncoematologici. L’idea è quella di legare il forte valore simbolico della ricorrenza a un bisogno clinico primario, trasformando la devozione in un atto civico tempestivo. «In queste ore tutta l’attenzione è puntata sull’ampolla e sull’attesa del prodigio, ma nei nostri reparti c’è un bisogno quotidiano e silenzioso di sangue vivo per i pazienti ricoverati», spiega il medico Brighel. «La migliore testimonianza di partecipazione alla festa del Patrono è non restare ad aspettare: tendere il braccio prima del giorno del miracolo significa compiere un’azione tangibile che permette a tante persone di continuare a lottare e guarire». Per facilitare l’afflusso dei donatori in queste ore cruciali di vigilia, il centro trasfusionale ha predisposto orari di apertura estesi e percorsi dedicati, invitando sia i donatori abituali sia chi non ha mai donato a presentarsi prima delle celebrazioni solenni.