Beppe Grillo starebbe lavorando a una formazione rivolta soprattutto ai giovani, con una piattaforma digitale, l’intelligenza artificiale e gli avatar. Il progetto, emerso oggi, 17 settembre, è ancora in fase embrionale e non ci sono annunci ufficiali. L’eventuale ritorno politico del fondatore deve però fare i conti con la causa davanti al Tribunale di Roma per la titolarità e l’utilizzo del nome e del simbolo del Movimento 5 Stelle.
L’ipotesi di un nuovo partito si richiamerebbe ai principi del Movimento delle origini. I primi contatti coinvolgerebbero ex esponenti e attivisti vicini a Grillo, senza una composizione già definita.
I contatti con gli ex esponenti e l’ipotesi di sostegno economico
A sondare alcune figure della storia pentastellata sarebbe anche Nina Monti, assistente di Grillo. Nella possibile formazione potrebbero trovare spazio attivisti dell’associazione Figli delle Stelle, nata nel 2024. Tra i punti identitari ci sarebbe la difesa del limite dei due mandati elettivi, uno dei temi che negli ultimi anni hanno alimentato le tensioni interne al Movimento.
L’ex deputato Marco Bella è tra le persone tornate vicine al fondatore. Alla domanda su un suo eventuale aiuto nella costruzione del partito, ha risposto: “Non posso né confermare né smentire”. Ha anche respinto una collocazione tradizionale: “Di sicuro non sarebbe una forza politica di sinistra, come ha ipotizzato qualcuno, ma neanche di destra”. Sui social ha aggiunto: “Se anche Grillo volesse fare un partito, che male ci sarebbe?”.
Nei contatti compare Andrea Stroppa, considerato uno degli interlocutori più vicini a Elon Musk in Italia. Stroppa avrebbe mostrato interesse per l’iniziativa e ci sarebbe stata una conversazione sulla possibilità di un contributo economico. Non risulta però alcun finanziamento di Musk al progetto, né è stato annunciato un accordo: l’ipotesi riguarda soltanto un eventuale sostegno.
Alessandro Di Battista non sarebbe stato coinvolto: una persona vicina a Grillo ha definito il suo “un percorso diverso”. Virginia Raggi, invece, sarebbe destinata a rimanere nel Movimento 5 Stelle.
La causa per nome e simbolo e gli appuntamenti pubblici
L’associazione Movimento 5 Stelle con sede a Genova, presieduta da Grillo, ha notificato a marzo al M5s guidato da Giuseppe Conte un atto di citazione davanti al Tribunale di Roma. La richiesta riguarda la titolarità del nome e del logo.
La controversia segue la rottura maturata con la Costituente del 2024, quando gli iscritti decisero anche di eliminare la figura del garante, storicamente ricoperta da Grillo. Conte ha sempre sostenuto che nome e simbolo appartengano alla comunità degli iscritti, non a una singola persona. Il Movimento considera infondate le pretese del fondatore, che punta a riottenerli.
La prima udienza si è tenuta nell’estate del 2026; il prossimo passaggio è previsto a gennaio. L’esito potrebbe incidere sulla veste dell’eventuale ritorno politico di Grillo in vista delle prossime elezioni. Ci sono anche altri due fronti giudiziari aperti dal fondatore sui contratti di consulenza non rinnovati, per un valore complessivo di 300mila euro l’anno.
Grillo sta tornando anche agli appuntamenti pubblici. Sarà ospite il 21 settembre di “Pulp”, il programma audio di Fedez e Mr Marra: la puntata è stata registrata in precedenza e non dovrebbe contenere annunci sul progetto politico.
Il fondatore è inoltre atteso a fine settembre a Roma, nel suo storico punto di riferimento dell’Hotel Forum, negli stessi giorni di “Nova”, l’appuntamento con cui il Movimento guidato da Conte lavora al proprio programma.
