Un investimento da 14 miliardi di euro entro il 2028 per ridurre i consumi di gas e alleggerire le bollette in Italia: è la proposta presentata da Elly Schlein in una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La segretaria del Partito democratico ha chiesto al governo di utilizzare la nuova flessibilità europea per accelerare la transizione energetica.
Il piano comprende cinque interventi rivolti a famiglie, edilizia pubblica, imprese, trasporto locale e infrastrutture elettriche. Secondo i calcoli del Pd, lo spazio di bilancio disponibile per l’Italia potrebbe valere complessivamente circa 14 miliardi: non un finanziamento diretto di Bruxelles, ma la possibilità di sostenere maggiori spese nazionali.
La flessibilità europea e gli investimenti per le abitazioni
La Commissione europea ha aperto alla possibilità di estendere alle misure per la sicurezza energetica la clausola di salvaguardia nazionale nel periodo 2026-2028. Gli Stati potrebbero così deviare temporaneamente dal percorso della spesa netta, entro un limite dello 0,3% del Pil all’anno e dello 0,6% cumulato nel triennio.
L’obiettivo è rafforzare la resilienza del sistema energetico e ridurre più rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili. L’accesso non è automatico: ciascuno Stato deve presentare una richiesta con gli interventi da finanziare, sui quali la Commissione valuta l’ammissibilità. Le spese nazionali possono beneficiare della flessibilità rispetto ai normali vincoli europei soltanto se ritenute ammissibili.
Il primo intervento proposto da Schlein destina 2 miliardi al Conto Termico, per raddoppiarne le risorse e incentivare la sostituzione degli impianti di climatizzazione alimentati da combustibili fossili con pompe di calore elettriche. La priorità andrebbe alle famiglie in povertà energetica, indicate nella lettera come circa il 9% del totale. La segretaria del Pd ha sottolineato anche il possibile beneficio per la filiera italiana delle pompe di calore.
Altri 3 miliardi per le case popolari si aggiungerebbero alle risorse previste dal Piano casa del governo. Sarebbero destinati alla riqualificazione energetica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i consumi e le bollette delle famiglie economicamente più esposte. Su questa opportunità europea Schlein ha chiesto a Meloni di costruire una strategia nazionale.
Le risorse per le imprese, i trasporti e le reti elettriche
La quota maggiore del piano, 4 miliardi di euro per le imprese, sosterrebbe la conversione dei processi industriali a bassa e media temperatura, favorendo le tecnologie capaci di diminuire l’impiego di gas naturale. L’intervento si inserirebbe nella strategia europea di elettrificazione: a luglio la Commissione ha ricordato che circa il 70% dell’elettricità europea proviene da fonti pulite prodotte nell’Unione, ma l’elettrificazione della domanda energetica è rimasta intorno al 23% nell’ultimo decennio.
Il trasporto urbano riceverebbe 3 miliardi attraverso il Fondo unico per le reti metropolitane e il trasporto rapido di massa. Le risorse finanzierebbero nuove linee metropolitane e tranviarie e l’acquisto di autobus elettrici, per modernizzare il servizio pubblico e ridurre le emissioni nelle città.
Gli ultimi 2 miliardi sarebbero impiegati per rafforzare e rendere più efficienti le reti elettriche, sviluppare sistemi di accumulo e batterie e aumentare le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici.
La lettera chiede anche una revisione della tassazione sull’energia. Secondo Schlein, l’attuale sistema penalizza l’elettricità più del gas e rischia di contraddire l’obiettivo di spostare i consumi domestici, la mobilità e i processi produttivi verso le tecnologie elettriche.
Bruxelles sta sollecitando maggiori investimenti nella sicurezza energetica. La Commissione ha chiarito che tra le misure potenzialmente compatibili con la flessibilità rientrano le reti energetiche, le fonti rinnovabili e gli aiuti a famiglie e imprese per abbandonare i combustibili fossili. Schlein ha chiesto al governo di trasformare lo spazio di bilancio in un piano di investimenti per la transizione energetica e la decarbonizzazione; l’attivazione richiede una domanda dell’esecutivo e il rispetto dei criteri europei.
