Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato l’intenzione di intervenire sul piano legislativo per favorire una distribuzione più equilibrata degli studenti stranieri nelle classi e negli istituti scolastici. La questione è stata affrontata durante il question time alla Camera, mentre in un altro intervento il ministro ha illustrato i dati sulle conferme dei docenti di sostegno e le linee guida alla base delle nuove Indicazioni nazionali.
La proposta di Valditara sugli alunni stranieri
“Serve un intervento legislativo che conferisca agli Uffici scolastici regionali strumenti concreti di coordinamento con le scuole”, ha spiegato Valditara rispondendo a una domanda dell’onorevole Rossano Sasso di Futuro Nazionale. L’obiettivo, secondo il ministro, è fare in modo che gli strumenti a disposizione degli uffici consentano di garantire una presenza più equilibrata degli studenti stranieri, evitando concentrazioni eccessive sia all’interno delle singole classi sia tra le diverse istituzioni scolastiche. Nella replica, Sasso ha sostenuto invece che “la remigrazione è la risposta”.
Crescono le conferme dei docenti di sostegno
Durante il question time Valditara ha parlato anche della continuità didattica per gli studenti con disabilità. Il ministro ha ricordato che la possibilità per le famiglie di confermare il docente supplente di sostegno ha contribuito a mantenere la relazione educativa già costruita con i figli. Per l’anno scolastico appena iniziato sono state registrate 55.814 conferme su posti di sostegno, 9.520 in più rispetto alle 46.294 dell’anno precedente. Per Valditara, l’aumento conferma l’utilità della misura, nonostante la complessità delle procedure necessarie per attuarla.
Assistenti all’autonomia, una proposta di legge
Il ministro ha affrontato anche la situazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, figure che non rientrano nell’attuale procedura di conferma. Valditara ha ricordato che la responsabilità di garantire questo servizio agli studenti con disabilità spetta ai Comuni.
Ha inoltre segnalato che alla Camera è già all’esame una proposta di legge destinata a valorizzare il ruolo di questi professionisti attraverso un innalzamento dei requisiti professionali. Un intervento che, secondo il ministro, potrebbe creare le condizioni per estendere in futuro anche a queste figure un meccanismo analogo a quello previsto per i docenti di sostegno.
Valditara ha infine assicurato la propria disponibilità a valutare ulteriori modifiche alle regole della procedura, con l’obiettivo di accogliere un numero sempre maggiore di richieste provenienti dalle famiglie e garantire così continuità educativa e didattica agli studenti con disabilità.
La scuola secondo le nuove Indicazioni nazionali
Intervenendo all’apertura di un seminario dedicato alle nuove Indicazioni nazionali, Valditara ha illustrato anche la propria idea di scuola. Al centro, ha spiegato, deve esserci la persona dello studente, con attenzione alle caratteristiche individuali, ai diversi talenti e alle eventuali fragilità.
Il ministro ha collegato questo approccio al concetto di merito, inteso come possibilità per ciascun ragazzo di esprimere al meglio le proprie capacità attraverso l’impegno. La scuola, secondo Valditara, deve inoltre sviluppare la capacità di ragionare e fornire conoscenze sulla storia, la geografia e il mondo contemporaneo.
Valditara pone l’accento sulla grammatica, sulla storia e sul rispetto
Valditara ha rivendicato anche il ritorno dell’attenzione su grammatica e sintassi, in contrapposizione a quello che ha definito “spontaneismo espressivo”, oltre alla valorizzazione della calligrafia, del corsivo e dei riassunti.
L’obiettivo indicato dal ministro è fare in modo che gli studenti, al termine del primo ciclo, conoscano le radici della civiltà occidentale, dall’Atene antica a Roma e all’umanesimo, insieme alla storia dell’Occidente e alle trasformazioni della matematica. L’apprendimento dovrebbe partire anche dall’osservazione della realtà, così da favorire l’interesse degli studenti.
La scuola, ha aggiunto, deve promuovere responsabilità, rispetto ed empatia e contrastare la violenza. Per questo Valditara ha voluto dedicare l’anno scolastico al rispetto, alla correttezza nelle relazioni e al riconoscimento dell’autorevolezza dei docenti, insieme al rafforzamento del dialogo tra famiglie e istituzioni scolastiche. L’idea è quella di una “scuola dell’armonia”.
Valditara contro le classi separate
Nel corso dello stesso seminario, il ministro ha difeso il modello italiano di inclusione scolastica, replicando indirettamente alle posizioni di alcuni esponenti politici, tra cui il generale Roberto Vannacci, che ha proposto classi distinte sulla base del merito, del profitto o della presenza di alunni con disabilità.
“Agenda sud sta diventando esempio di buona pratica come il sostegno: siamo diventati riferimento a livello internazionale. Altro che classi differenziali o separate come qualcuno propone”, ha affermato Valditara.
Il rapporto Ocse e i risultati della scuola italiana
Il ministro ha poi citato l’ultimo rapporto Ocse, sostenendo che abbia smentito quella che ha definito una “vittimistica narrazione dell’ultimismo”, descritta come una visione “masochistica” della scuola italiana. Secondo Valditara, questa rappresentazione sarebbe stata utilizzata per attaccare di volta in volta il governo in carica, finendo però per penalizzare l’intero sistema scolastico.
Il ministro ha sottolineato la necessità di continuare a migliorare gli apprendimenti, ma ha anche rivendicato la solidità del sistema italiano e la possibilità di ottenere ulteriori risultati a livello internazionale. Tra gli esempi citati c’è il percorso 4+2, che secondo Valditara sta mostrando risultati importanti e viene oggi considerato un modello di riferimento rispetto al sistema tedesco, definito dal ministro “un po’ datato”.
