La legge elettorale varata al Senato non risponde alle priorità dell’Italia e serve a evitare una sconfitta di Giorgia Meloni, secondo Elly Schlein. La segretaria del Pd, in un’intervista a La Repubblica, ha rivolto un appello alle deputate di centrodestra: «Ribellatevi». Per l’opposizione ha promesso: «Faremo muro».
Le priorità economiche e le critiche di Schlein al voto della maggioranza
«Ma era davvero questa la priorità dell’Italia?», ha chiesto Schlein. La leader dem ha contrapposto la riforma elettorale alle condizioni economiche del Paese dopo quattro anni di governo: secondo i dati da lei citati, la spesa costa il 30% in più, i salari sono diminuiti del 9%, l’energia è la più cara d’Europa e la crescita non supera lo «zero virgola».
«Mentre gli italiani contano i libri di testo che possono comprare ai figli, Meloni conta i seggi», ha affermato, contestando la scelta di mettere questa legge in cima all’agenda parlamentare.
Schlein ha definito il provvedimento una «legge truffa», sbagliata nel merito e nel metodo. Ha accusato la maggioranza di averlo scritto e approvato su impulso di una Meloni «disperata», alla quale ha imputato il fallimento di tutte le promesse e delle riforme annunciate. A suo giudizio, la presidente del Consiglio si sta costruendo un sistema su misura per evitare la prossima sconfitta elettorale. La segretaria ha denunciato il rigetto di tutti gli emendamenti delle opposizioni, a partire da quello sulle «preferenze vere», contrapposte alle «preferenze finte» della maggioranza.
Il premio di maggioranza e l’indicazione del candidato premier
La segretaria del Pd considera la legge «incostituzionale per tanti aspetti». Il primo rilievo riguarda il premio di maggioranza, definito «abnorme»: chi vince, ha sostenuto, può avvicinarsi pericolosamente alle soglie di garanzia per eleggere il presidente della Repubblica. Per Schlein, questo altera il bilanciamento dei pesi e dei contrappesi destinato a impedire la concentrazione del potere nelle mani di chi governa.
«Il potere e come preservarlo è da sempre l’ossessione della destra», ha aggiunto. Con l’indicazione obbligatoria del candidato premier, Meloni tenterebbe, a suo giudizio, di ottenere attraverso una legge ordinaria ciò che non le è riuscito con il premierato. Schlein ha ricordato che Meloni lo aveva definito «la madre di tutte le battaglie», accusandola di averlo accantonato per timore di perdere un altro referendum costituzionale.
La leader dem ha inoltre sostenuto che il testo è stato modificato più volte all’uscita di nuovi sondaggi, peggiorando progressivamente. Ha quindi sollecitato un’accelerazione, attesa dalla sua parte politica: «Siamo tutti impegnati a mandare a casa la destra, che non si salverà con questa legge truffa».
