Sono 170 giorni persi dietro alla legge elettorale. 170 giorni in cui, invece di occuparsi delle grandi questioni che stanno a cuore agli italiani, la crisi salariale, il caro prezzi, l’inflazione, la benzina alle stelle, il Parlamento si è occupato di legge elettorale. Non perché c’era l’esigenza democratica di cambiarla ma perché alla destra serviva una legge per blindare le poltrone e blindare il potere. Peccato che questa legge, pensata quando Vannacci e il suo partito erano all’1%, al 2%, ora diventa controproducente. Molti a destra sperano che questa legge elettorale venga affossata nel voto segreto della Camera perché non sanno come tornare indietro”. Lo afferma in Aula il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. “Gli italiani ci tengono alla Costituzione. Ci tengono al fatto che esista un equilibrio dei poteri tale da poter mettere i soggetti in campo in una condizione per cui nessuno di loro può stravolgere le regole del gioco, prosegue il capogruppo rossoverde. L’abnorme premio di maggioranza renderà più semplice andare ad intaccare le soglie di garanzia volute dai padri costituenti. Vogliono provare ad eleggersi da soli il Capo dello Stato e i giudici costituzionali – sottolinea -. C’è un articolo scolpito nella pietra, l’articolo 138, che dice che la Costituzione italiana si cambia con i due terzi in Parlamento oppure con il referendum popolare. Invece la destra con un tentativo volgare aggira quell’articolo immaginando in futuro di poter modificare anche altre parti della Costituzione. Carta costituzionale che noi difenderemo fino in fondo. Davanti a questo tentativo bisogna fare muro fino in fondo. La Costituzione italiana nata dalla lotta contro il nazifascismo è una cosa troppo seria per essere trattata così, conclude De Cristofaro”.