I beni confiscati alla criminalità organizzata devono diventare un’opportunità anche per le realtà più piccole del territorio, non soltanto per le associazioni già strutturate e conosciute. È il messaggio lanciato dal procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto a Santa Maria la Fossa, in provincia di Caserta, durante un convegno organizzato nella sede del Consorzio Agrorinasce.
“I beni confiscati vanno assegnati a quelle associazioni che non sono di moda, a quelle formate da quattro ragazzi che non sono figli di nessuno né hanno il pedigree o la partita Iva”, ha affermato Gratteri.
Gratteri: “Bene il Governo sul recupero dei beni confiscati”
Il procuratore ha affrontato anche il tema dell’azione dell’esecutivo nella gestione e nel recupero del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata, riconoscendo i progressi compiuti negli ultimi anni.
“Critico spesso il Governo ma sulla cura dei beni confiscati c’è stata un’accelerazione”, ha spiegato Gratteri. Il magistrato ha citato in particolare il caso di Caivano, sottolineando che gli interventi realizzati non si sono limitati agli annunci.
Un giudizio positivo esteso anche alla Balzana: “È stato fatto un lavoro importante, per questo sono venuto. Recuperare questo bene serve a rilanciare il territorio. È questo il senso dell’intervento che si sta facendo, altrimenti non si possono gettare i soldi nel pozzo”.
La rinascita della Balzana
Al centro dell’incontro c’è infatti La Balzana, vasto complesso agricolo di circa 200 ettari a Santa Maria la Fossa, confiscato alla camorra e considerato il più grande complesso agricolo sottratto alla criminalità organizzata in Italia.
Il progetto portato avanti da Agrorinasce punta a trasformarlo nel Parco Agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania, facendo di quello che era un simbolo del potere economico dei clan un luogo dedicato a produzione, formazione, ricerca e sviluppo del territorio.
Il recupero ha ricevuto inizialmente oltre 15 milioni di euro con la delibera Cipe del 2019. Nell’agosto 2026 il Cipess ha poi assegnato altri 8,5 milioni, destinati a proseguire la riqualificazione. Al 30 giugno risultavano rendicontati oltre 9,1 milioni di euro di lavori.
Il masterplan prevede, tra le altre cose, spazi per la trasformazione dei prodotti agricoli, laboratori artigianali, attività commerciali, una scuola di cucina, un ristorante e una struttura ricettiva. Un progetto che incarna proprio il principio richiamato da Gratteri: restituire alla collettività i patrimoni accumulati dalla criminalità e trasformarli in strumenti di sviluppo, lavoro e legalità.
