“Credo che l’affetto di tanta gente derivi dal fatto che, al di là di ogni orientamento politico, sono tantissime le persone, le donne ma non solo, ad aver incrociato nella propria vita, in momenti anche intimi e drammatici, le lotte di Emma per un giorno o per una stagione più lunga. Quindi spero che questa commozione così diffusa e popolare possa essere di ispirazione magari a giovani ragazze che non l’hanno mai conosciuta e che la conoscono proprio in questo giorno, in questi giorni, attraverso il ricordo delle persone che vengono qui e portano qui, perché possa essere di ispirazione innanzitutto per un metodo, che è quello della cocciutaggine e anche del metterci la faccia e il corpo, la non violenza, e poi per dei principi che rischiano di essere travolti in questa epoca: la democrazia liberale, il diritto internazionale e l’Europa. Sono giorni nei quali il più grande successo di Emma Bonino, la Corte Penale Internazionale, rischia di essere travolto dalle dittature e purtroppo anche da amministrazioni come quella americana. E in questa sala era stato firmato, proprio qui al Campidoglio, lo statuto costitutivo della Corte Penale Internazionale. Quindi la memoria di Emma Bonino è una memoria che deve guardare al futuro, alle lotte che ci sono ancora da fare. Per chi ne avrà voglia, di qualsiasi organizzazione e orientamento politico, è una memoria viva. E per farla vivere ancora ci vogliono i fatti, non le posizioni e le ideologie, che erano il contrario di ciò che Emma amava. ” Alla Camera ardente di Emma Bonino, allestita in Campidoglio, Marco Cappato ricorda l’impegno politico e civile della storica esponente radicale, sottolineando l’importanza di trasmetterne la memoria alle nuove generazioni.