“Ci sono tante questioni per le quali scendere in piazza dagli stipendi così bassi della burocrazia folle, ce ne sono tantissime. Noi oggi abbiamo scelto di scendere in piazza per regole della democrazia, le regole devono essere uguali per tutti. Non so quanti anni erano che qualcuno non aveva il coraggio di riscendere in piazza. Quello che chiediamo a Giorgia Meloni è perché nel 2013 quando prese l’1,9% lei dovette raccogliere solo 40.000 firme e noi oggi dovremmo raccogliere 400.000 firme, dieci volte tante. Perché con questa norma all’epoca lei non sarebbe entrata in Parlamento, lei non sarebbe diventato poi il primo partito, non sarebbe diventato Presidente del Consiglio. Questa norma è una vergogna, è una truffa, perché permette a chi sta in Parlamento di rimanere lì e a chi sta fuori a non entrare mai. Per questo, con grande rispetto, ci siamo appellati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che non ha sicuramente bisogno di noi per far presente quello che sta avvenendo al Senato. Possiamo lasciare le barriere ai cittadini italiani? Possiamo decidere che decidano loro chi entra in Parlamento e chi no? Oppure vogliono obbligarci necessariamente a fare come ha fatto Vannacci, a trovare qualche deputato per poi non raccogliere firme o raccoglierne molto poche? Il nostro obiettivo è spiegare agli italiani che non ne possono più delle polemiche della politica, ma soprattutto non ne possono più di tante promesse vuote. Chi c’è dietro? Qual è il punto? Com’è? Un giorno il Progetto Civico non serve e il giorno dopo siamo l’elemento fondamentale per il quale non solo questa norma l’hanno approvata, ma l’hanno approvata di corsa a venerdì. Perché oggi creano questa barriera? Ce lo devono spiegare. Forse perché il progetto civico è l’unica novità oggettiva che può allargare il campo del centrosinistra?”. Lo ha dichiarato il leader di Progetto Civico Italia Alessandro Onorato