Barack Obama invita il Partito democratico americano a mettere l’intelligenza artificiale tra le priorità della propria agenda politica. L’ex presidente, intervenendo nei giorni scorsi a una raccolta fondi, ha sostenuto che i democratici dovrebbero arrivare a definire un piano preciso sulla nuova tecnologia, affrontandone sia le opportunità sia i possibili rischi.
Obama: “Avrei un piano chiaro sulla sicurezza”
Obama ha spiegato che, se fosse ancora candidato alla presidenza e dovesse affrontare una nuova campagna elettorale, l’IA occuperebbe una posizione centrale nel suo programma. “Se io fossi candidato alla presidenza l’anno prossimo”, ha detto, “sarebbe uno dei punti principali del mio programma”.
L’ex presidente ha aggiunto che presenterebbe agli elettori un progetto concreto, spiegando anche come proteggere i più giovani dagli eventuali rischi legati alla tecnologia. “Avrei un piano chiaro, e ne parlerei e direi: ‘questo è il nostro piano per la sicurezza, così garantiremo i nostri figli'”, ha spiegato Obama, secondo quanto riportato da Nbc.
L’impatto dell’IA sul lavoro
Tra gli aspetti che l’ex presidente ritiene necessario valutare c’è anche quello economico. Obama ha sottolineato l’importanza di analizzare concretamente le conseguenze dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e, in particolare, il possibile effetto sull’occupazione.
“Valuterei in modo concreto le ripercussioni economiche e cercherei di capire cosa potrebbe significare” in termini di perdita di posti di lavoro, ha aggiunto. La sua posizione, dunque, non sembra riconducibile né a un atteggiamento favorevole a una corsa senza freni nello sviluppo dell’IA né a una visione esclusivamente allarmistica.
Obama: “Non sono né accelerazionista né catastrofista”
Obama non si definisce infatti né un “accelerazionista” né un “catastrofista”. La sua posizione parte dalla necessità di considerare l’intelligenza artificiale come uno strumento dalle potenzialità significative, ma che richiede anche regole e una gestione adeguata.
Secondo l’ex presidente, la velocità con cui il settore sta crescendo rende particolarmente importante che la politica non si limiti a osservare il fenomeno, ma elabori una strategia precisa per affrontarlo.
Obama: “Se non ne assumiamo il controllo può diventare pericolosa”
Nel suo intervento Obama ha definito l’intelligenza artificiale un possibile fattore di rischio, soprattutto considerando che il suo sviluppo sta avvenendo rapidamente e prevalentemente nelle mani di soggetti privati.
“È un ambito che sta evolvendo molto rapidamente in mani private e, se non ne assumiamo il controllo, credo possa diventare pericolosa”, ha affermato. Allo stesso tempo, però, l’ex presidente ha sottolineato che una gestione corretta potrebbe trasformare la nuova tecnologia in una risorsa.
Dalle cure mediche alle energie pulite
Secondo Obama, infatti, l’IA potrebbe contribuire ad accelerare la ricerca in diversi settori. Tra gli esempi citati ci sono lo sviluppo di nuove cure per molte malattie e la ricerca di soluzioni legate alle energie pulite.
“Se invece riusciremo a gestirla adeguatamente, ritengo che possa portare benefici”, ha osservato, mettendo in guardia dal rischio di rinunciare in partenza alle opportunità offerte dalla tecnologia. “Non vogliamo precluderci queste opportunità, ma dobbiamo capire che si tratta di uno strumento”, ha aggiunto.
L’apertura sul possibile rallentamento dell’IA
Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, Obama avrebbe giudicato come uno “sviluppo incoraggiante” anche l’appello di Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, per un rallentamento nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La posizione attribuita all’ex presidente si inserisce quindi in un approccio che punta a trovare un equilibrio tra innovazione, sicurezza e conseguenze economiche, chiedendo ai democratici di arrivare a una posizione politica più definita sul futuro dell’IA.
