“Stop B&B”. È lo slogan della protesta andata in scena oggi a Napoli, davanti alla sede del Consiglio comunale, dove la rete Resta Abitante ha organizzato un sit-in contro la crescente presenza di B&B, affitti brevi e strutture ricettive nel centro storico della città. Il presidio si è svolto in concomitanza con la discussione in Consiglio comunale della delibera che interviene sulla possibilità di destinare gli immobili agli affitti turistici. Al centro della contestazione c’è in particolare la soglia del 30% prevista dal provvedimento: il limite riguarda la superficie residenziale di ogni immobile che può essere destinata agli affitti turistici. La rete Resta Abitante considera la delibera un passo nella direzione della regolamentazione, ma chiede un limite più basso, fissato sotto il 10%. La preoccupazione dei manifestanti è che la progressiva trasformazione degli appartamenti in alloggi per turisti contribuisca a ridurre gli spazi destinati ai residenti, soprattutto nel centro storico, alterandone la natura e la composizione sociale. Al presidio hanno partecipato anche studentesse e studenti. Tra le voci raccolte durante la protesta quella di Alfonso De Vito, della rete Resta Abitante, che ha ribadito la richiesta di una soglia più restrittiva rispetto al 30% previsto dalla delibera. Sulla questione è intervenuta anche la vicesindaca di Napoli e assessora all’Urbanistica Laura Lieto, che ha illustrato la posizione dell’amministrazione. Il Comune, ha spiegato, non intende schierarsi né con i proprietari dei B&B né contro il settore turistico, ma cerca un punto di equilibrio tra le diverse esigenze della città.
Lieto ha sottolineato in particolare la peculiarità del centro storico napoletano, caratterizzato ancora da una significativa presenza di residenti. Una condizione, ha osservato, sempre più rara nei centri storici delle grandi metropoli e che l’amministrazione intende preservare. Quanto alla soglia del 30%, la vicesindaca ha ribadito che si tratta del limite ritenuto al momento più adeguato dal Comune, individuato attraverso un’analisi che tiene conto, tra gli altri elementi, del rapporto tra superficie residenziale, abitanti e presenza delle attività ricettive. La discussione sulla delibera prosegue in Consiglio comunale. Resta Abitante, pur riconoscendo la necessità di una regolamentazione, insiste però sulla richiesta di una soglia inferiore al 10% per garantire, secondo la rete, una maggiore tutela della residenzialità nel centro storico di Napoli.