Una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani lavoratori. È una delle ipotesi che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha messo sul tavolo in vista della prossima manovra.
Intervenendo in videocollegamento alla festa dell’Udc, il titolare del Mef ha spiegato che l’obiettivo sarebbe quello di incentivare le aziende a riconoscere incrementi salariali ai dipendenti al di sotto di una determinata età, applicando su queste somme un trattamento fiscale più favorevole.
Come funzionerebbe la flat tax per i giovani
L’idea, ancora da definire nei dettagli, prenderebbe spunto dalla tassazione agevolata già utilizzata per gli aumenti contrattuali. Giorgetti ha ricordato il “grande successo” ottenuto dall’iniziativa introdotta dal governo lo scorso anno, con una flat tax al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali.
Secondo il ministro, quel meccanismo potrebbe essere esteso, “con i dovuti accorgimenti”, anche agli eventuali aumenti di stipendio concessi dalle aziende ai lavoratori più giovani.
Restano però ancora diversi elementi da stabilire, a partire dalla soglia di età entro la quale si potrebbe beneficiare dell’agevolazione e dalle modalità concrete di applicazione.
Giorgetti ha inoltre precisato che si tratta, per ora, di una proposta da discutere nella coalizione di governo e che per renderla possibile serviranno sia la cooperazione dei datori di lavoro sia la disponibilità dello Stato a riconoscere l’agevolazione fiscale.
Giorgetti: “Aiutare chi finora ha ricevuto meno attenzione”
La proposta si inserisce nella discussione sulla prossima legge di Bilancio. Giorgetti ha spiegato che il governo intende affrontare quella che ha definito “forse l’ultima legge finanziaria” della legislatura con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e intervenire in favore delle fasce sociali che, secondo il ministro, non hanno finora ricevuto sufficiente attenzione.
Il titolare del Mef ha sottolineato anche la necessità di effettuare una sorta di “inventario” delle misure già adottate, verificando quali categorie ne abbiano beneficiato. Il rischio, ha osservato, è infatti quello di sovrapporre diversi interventi sulle stesse fasce di reddito lasciandone escluse altre.
Nel suo intervento Giorgetti ha rivendicato anche i risultati raggiunti dal governo sul fronte della gestione dei conti pubblici, ricordando la riduzione del cuneo fiscale e contributivo e gli incentivi destinati alle imprese.
Il ministro ha infine richiamato l’importanza di mantenere sotto controllo il debito pubblico, soprattutto in una fase in cui l’andamento dei tassi d’interesse si traduce in maggiori costi per famiglie, imprese e Stato.
