La richiesta di circa 300mila firme per accedere alle prossime elezioni politiche è diventata il bersaglio della contestazione di Alessandro Onorato. Il fondatore e coordinatore nazionale di Progetto Civico Italia ha legato la protesta alle modifiche in discussione sulla legge elettorale e ha accusato sui social: “Vogliono escludere Progetto Civico Italia dalle prossime elezioni politiche”. Per lui la soglia colpisce in modo selettivo i movimenti privi di rappresentanza parlamentare.
Da qui la mobilitazione annunciata e l’appello al Quirinale: Onorato ha chiesto l’attenzione del presidente della Repubblica su quanto si sta definendo in Parlamento. Al tempo stesso ha presentato la campagna come una difesa dell’accesso al voto delle nuove forze politiche, definendo la soglia una “barriera creata ad arte”.
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Soglie e percorso in Senato
Il testo della nuova legge elettorale, ribattezzato «Melonellum» dalle opposizioni, fissa a 6mila firme per collegio il requisito per i soggetti senza rappresentanza nelle Camere: tradotto su scala nazionale, si arriva a circa 300mila sottoscrizioni. La cornice è cambiata durante l’esame in Senato. La bozza iniziale prevedeva 9mila firme per collegio, con un potenziale di circa 700mila firme complessive; le proteste hanno innescato una riformulazione che ha ridotto il carico.
La differenza tra chi è dentro il Parlamento e chi ne è fuori, però, resta netta. Per le formazioni che dispongono di una componente in almeno una delle Camere il requisito rimane attorno a 1.500 per collegio. E, in caso di elezioni anticipate, la soglia di 6mila per i non rappresentati verrebbe dimezzata. È questa asimmetria a preoccupare Progetto Civico Italia.
Il movimento, nato formalmente nel giugno 2026 e collocato nell’area progressista, riunisce amministratori e realtà civiche di diverse regioni con l’obiettivo dichiarato di presentarsi alle politiche. Onorato, anche nei mesi scorsi, ha insistito su una corsa autonoma: sostiene di poter superare la soglia elettorale e ha respinto l’idea che la raccolta delle firme, di per sé, ne impedisca la candidatura. Di conseguenza, la critica si concentra sulla sproporzione dei requisiti tra soggetti parlamentari ed extraparlamentari.
Sostegni politici e appello al Colle
La protesta ha raccolto adesioni nell’opposizione. Giuseppe Conte ha bollato la soglia come «illiberale, antidemocratica e incostituzionale» e ha offerto la disponibilità del Movimento 5 Stelle a sostenere la raccolta delle firme. Anche Elly Schlein si è schierata a favore della battaglia contro la modifica della legge elettorale.
L’apertura di credito da parte dei principali leader d’opposizione spinge il tema oltre i confini del singolo movimento e lo porta nel campo del centrosinistra, dove il confronto rischia di allargarsi. Diverse sigle civiche e centriste stanno lavorando a un’offerta alternativa in vista del voto, mentre Progetto Civico Italia continua a indicare la via della presentazione autonoma.
Resta sul tavolo il nodo della legittimità delle nuove regole di accesso, con la possibilità di un ricorso alla Corte costituzionale. Onorato, intanto, affianca alla battaglia parlamentare l’iniziativa nelle piazze: «Se Meloni non torna sui suoi passi, scenderemo in piazza», ha dichiarato. Inoltre ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo attenzione sul passaggio parlamentare in corso.
