La pubblicazione dei documenti dell’intelligence spagnola sulla crisi migratoria di Ceuta ha prodotto la prima conseguenza politica. Gonzalo Sanz, capo di gabinetto del delegato del governo nell’exclave spagnola, ha presentato le proprie dimissioni dopo che dai dossier desecretati è emerso che un agente del Centro Nacional de Inteligencia (CNI) lo aveva avvertito, il giorno prima, degli appelli che circolavano sui social per tentare un ingresso collettivo dal Marocco.
La decisione arriva a poco più di un mese dagli eventi del 30 e 31 luglio, quando decine di migliaia di persone raggiunsero Ceuta dal territorio marocchino. Proprio ieri Alanews aveva ricostruito il contenuto dei documenti desecretati, dai quali emerge che l’intelligence conosceva l’esistenza delle convocazioni online prima dell’inizio della cris
Le versioni opposte sull’avvertimento al delegato
Il delegato del governo, Miguel Ángel Pérez Triano, aveva chiesto giovedì le dimissioni del suo capo di gabinetto sostenendo di non essere mai stato informato del messaggio inviato dall’intelligence. Gonzalo Sanz, però, ha fornito una ricostruzione opposta: afferma di aver comunicato immediatamente l’avvertimento al suo superiore.
La Delegazione del governo continua a sostenere che Pérez Triano non fosse a conoscenza né del messaggio né della successiva telefonata tra Sanz e l’agente del Centro Nacional de Inteligencia (CNI). Madrid ridimensiona inoltre la portata dell’allerta: secondo il governo, la comunicazione non conteneva indicazioni sulla probabilità che l’appello diffuso sui social si traducesse realmente in un tentativo di ingresso, né una stima sul numero di persone che avrebbero potuto parteciparvi.
Lo scontro riguarda quindi due aspetti distinti: se l’informazione sia effettivamente arrivata al delegato e quanto fosse concreta la minaccia descritta dall’intelligence.
Il messaggio del 29 luglio e la richiesta di Vivas
L’avvertimento del CNI è datato 29 luglio. Un agente scrisse a Sanz su WhatsApp che “sui social c’è un appello per un assalto alla barriera e dal mare domani alle 20”. Segnalò anche che due dei gruppi nei quali circolava la convocazione contavano complessivamente circa 180mila iscritti.
Quel numero indicava la dimensione delle comunità online: non era una previsione delle persone che avrebbero effettivamente tentato di raggiungere Ceuta. I documenti mostrano però che l’intelligence conosceva l’esistenza delle convocazioni prima dell’inizio della crisi.
Le dimissioni riaprono il caso degli avvertimenti ignorati
Il caso aumenta la pressione sul governo di Pedro Sánchez, che nelle ultime settimane ha sostenuto che nessuna delle informazioni disponibili permettesse di prevedere un afflusso delle dimensioni poi registrate.
A complicare ulteriormente il quadro sono arrivate anche le parole del presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas, che ha definito “stranissimo” quanto accaduto all’interno della Delegazione. Vivas ha ricordato di aver chiesto già il 27 luglio l’attivazione dell’emergenza nazionale e di un comando unico per affrontare la crescente pressione al confine.
