La scomparsa di Emma Bonino suscita reazioni trasversali nel mondo politico italiano ed europeo. Esponenti appartenenti a forze diverse ricordano una figura che per oltre cinquant’anni ha portato avanti battaglie sui diritti civili, sulla libertà individuale e sull’integrazione europea, spesso partendo da posizioni controcorrente.
Meloni: “Una voce forte e riconoscibile della politica italiana”
Tra i messaggi di cordoglio è arrivato anche quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato Emma Bonino sottolineando la distanza tra le rispettive storie politiche ma anche il riconoscimento del ruolo avuto dalla leader radicale nella vita pubblica italiana.
“Le nostre storie e sensibilità diverse non mi hanno mai impedito di riconoscere il suo peso e il suo ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione”, ha affermato la premier. “Per decenni Emma Bonino è stata una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”
Bonelli: “L’Italia deve molto a Emma Bonino”
Tra i primi a ricordare Bonino è Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. Il suo ricordo parte dall’incontro con la leader radicale e Marco Pannella all’inizio degli anni Novanta, in particolare durante una stagione di cambiamenti politici che coinvolse anche Ostia. Bonelli ricorda inoltre le riunioni nella sede di via di Torre Argentina, definite momenti di confronto politico che ancora oggi porta con sé. Nel suo messaggio sottolinea il ruolo avuto da Bonino nella storia civile italiana, ricordando le battaglie per la libertà, i diritti civili e la dignità delle persone.
Secondo Bonelli, l’attività portata avanti da Bonino e Pannella ha contribuito a trasformare profondamente il Paese: dalle campagne sul divorzio e sull’aborto fino alle iniziative referendarie e alle battaglie per i diritti umani. “Ciao Emma, l’Italia ti deve molto”, conclude il suo messaggio, rivolto anche alla famiglia, alle persone che le sono state vicine e alla comunità radicale.
La Russa: “Battaglie portate avanti con forza e tenacia”
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso il proprio cordoglio. Nel suo messaggio ha ricordato i diversi incarichi ricoperti da Bonino nel corso della sua lunga carriera: vicepresidente del Senato, ministra degli Esteri nel governo Letta, ministra per il Commercio internazionale nel secondo governo Prodi, oltre che deputata, senatrice e commissaria europea.
La Russa ha posto l’accento soprattutto sulla determinazione con cui Bonino ha sostenuto le proprie battaglie. “Di lei ricordo le numerose battaglie portate avanti con forza e tenacia e che hanno segnato sempre il suo lungo impegno pubblico”, ha dichiarato. Il presidente del Senato ha quindi rivolto le proprie condoglianze alla famiglia, alle persone care e alla comunità politica di Bonino, estendendole anche a nome del Senato della Repubblica.
Boschi: “Emma Bonino era una donna libera e tenace”
Un ricordo arriva anche da Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva – Casa Riformista. Per Boschi, la morte di Bonino lascia “un vuoto profondo nella politica italiana”. L’esponente di Italia Viva ne ricorda soprattutto la libertà di pensiero e la capacità di difendere le proprie convinzioni anche quando risultavano scomode o lontane dalla maggioranza. “Una donna libera, tenace, diretta”, ha scritto sui social, sottolineando il suo impegno per i diritti e le libertà, a partire da quelli delle donne. Boschi ha ricordato inoltre l’impegno portato avanti da Bonino fino agli ultimi anni per la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, indicandola come un esempio di determinazione e passione politica.
Gozi: “Una delle voci più libere e coraggiose dell’Europa”
Da Bruxelles è arrivato il ricordo di Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo. Gozi ha definito Bonino non soltanto un’europeista appassionata e una sostenitrice dei diritti umani e delle libertà civili, ma anche una grande amica e una delle voci più libere e coraggiose del continente.
Nel suo messaggio ha sottolineato quanto l’Europa fosse centrale nella visione politica di Bonino. La leader radicale, ha ricordato, non aveva mai abbandonato l’idea di un’Europa democratica e federale, abbastanza forte da tutelare la libertà, i diritti civili e la dignità umana e destinata, nel suo progetto, a diventare gli Stati Uniti d’Europa.
Per Gozi, quello europeo non era un semplice ideale politico, ma una battaglia alla quale Bonino aveva dedicato l’intera vita, affrontandola con determinazione, intelligenza e passione.
Il lascito politico di Emma Bonino secondo Gozi
L’eurodeputato ha indicato anche quello che considera uno degli insegnamenti più importanti lasciati da Bonino: la libertà non può essere considerata una conquista definitiva. “Non è mai conquistata una volta per tutte”, ha spiegato, sottolineando che anche l’Europa deve essere continuamente costruita e ricostruita.
Le battaglie che meritano di essere combattute, secondo Gozi, richiedono coraggio, perseveranza e speranza. Nel suo messaggio ha quindi espresso le condoglianze alla famiglia, agli amici e alla comunità politica che negli anni ha condiviso con Bonino molte delle sue battaglie.
Calenda: “L’ultima grande protagonista delle battaglie civili”
Anche Carlo Calenda, leader di Azione, ha ricordato il ruolo storico di Bonino. La sua scomparsa, ha affermato, segna la fine dell’esperienza di “una delle grandi protagoniste delle battaglie civili che hanno portato alla modernizzazione di questo Paese”.
Per Calenda, con Bonino viene meno una parte della storia politica non soltanto italiana ma anche europea. A nome proprio e di Azione ha quindi espresso vicinanza alla famiglia e alla comunità politica della leader radicale.
Moratti: “Coerenza e straordinario senso delle istituzioni”
Un riconoscimento è arrivato anche da Letizia Moratti, europarlamentare del Partito Popolare Europeo e presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia. Pur appartenendo a una storia politica differente e avendo avuto posizioni diverse su numerose questioni, Moratti ha sottolineato di aver sempre riconosciuto a Bonino la forza delle proprie convinzioni.
Nel suo ricordo emergono soprattutto coerenza e senso delle istituzioni, insieme alla capacità di attraversare più di cinquant’anni di vita pubblica senza abbandonare le proprie battaglie. Moratti ha evidenziato inoltre la sua profonda vocazione europea e internazionale.
Tra gli aspetti ricordati c’è anche la determinazione con cui Bonino aveva affrontato la malattia, continuando a partecipare alla vita pubblica fino agli ultimi anni. Moratti ha infine rivolto il proprio cordoglio alla famiglia, alle persone care, alla comunità radicale e a +Europa.
Tinagli: “Dietro la ruvidezza di Emma Bonino c’era un’umanità sconfinata”
Un ricordo personale arriva infine da Irene Tinagli, europarlamentare del Partito Democratico. La descrive come una donna “indomita, forte, schietta, a volte quasi brusca”, ma invita a guardare oltre quell’apparente durezza.
Secondo Tinagli, dietro la sua ruvidità si nascondevano infatti una “umanità sconfinata” e una grande generosità. Bonino, aggiunge, non si è mai risparmiata e non ha mai smesso di combattere, diventando un punto di riferimento per molte persone e, in particolare, per molte donne impegnate nella politica.
“Ciao Emma”, è il saluto conclusivo dell’europarlamentare, che nel suo messaggio ricorda così una figura capace di lasciare un’impronta profonda anche al di là delle appartenenze politiche.
Per approfondire: Emma Bonino, le battaglie di una vita: aborto, diritti civili, Europa e pena di morte
