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Intervista a Giulia Molino: “Il video in lacrime? Cercavo empatia, non pietà. Il giudizio sul corpo è un pericolo, la mia mente combatte ancora con il cibo”

L'ex volto di Amici si racconta e risponde alle critiche: "I disturbi alimentari non si vedono a occhio nudo. Un giudizio non richiesto sul corpo, anche se espresso come complimento, può fare un male atroce".

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Giulia Molino

Intervista a Giulia Molino Alanews (Credits Tik Tok)

Carmela Cassese di Carmela Cassese

“Come ti trovo bene fisicamente rispetto all’ultima volta“. Bastano poche parole, pronunciate con leggerezza durante un controllo medico di routine, per riattivare un dolore mai del tutto superato. È la frase che ha spinto Giulia Molino, cantautrice ed ex volto di Amici, a lasciarsi andare a uno sfogo amaro, denso di rabbia e lacrime sui propri canali social.

Un vissuto segnato in passato dalla battaglia contro l’anoressia, di cui la cantante non ha mai fatto mistero e che ha scelto più volte di raccontare a cuore aperto anche attraverso la sua musica.  Ai microfoni di Alanews, l’artista ha raccontato cosa si nasconde davvero dietro quelle lacrime, spiegando l’importanza di un messaggio che va ben oltre la semplice cronaca di un video virale.

Giulia, qual è stata la molla che ti ha spinta a rendere pubblico un momento così intimo e doloroso?

“In tutta sincerità, non ho mai compreso chi, mentre si lascia andare al dolore, pensa subito ad accendere la fotocamera per esibirlo sui social, l’ho sempre vista come una forma di ostentazione della sofferenza. L’altro giorno, però, ho fatto un ragionamento diverso. Dato che cerco costantemente di lottare contro quelle voci che purtroppo ancora oggi condizionano le mie giornate, la condivisione con gli altri è diventata una risorsa. Ho pensato: “Ok, ora ne parlo”. Non ho voluto nemmeno asciugarmi le lacrime prima di registrare. Solitamente, di fronte a una ferita così grande, mi riesce difficile lasciarmi andare del tutto, ma questa volta a muovermi è stata la rabbia. Ho pensato che condividere un pezzetto di quello che stavo provando potesse svuotarmi di quel peso, o almeno alleggerirlo. Sapevo bene che i social hanno due facce e che si può capitare dalla parte buona come da quella cattiva. L’avevo messo in conto, ma sentivo comunque che era la cosa giusta da fare”.

Cosa è successo dopo la pubblicazione?

“Inizialmente volevo eliminare il video. Mi sono resa conto che tantissime persone stavano cominciando a commentare in maniera sgradevole e poco educata. Da persona educata, il mio primo impulso è stato quello di rispondere a ciascuno di loro; poi però ho capito che dovevo andare fino in fondo, lasciando lì quel filmato a prescindere da ciò che gli altri potessero pensare. Anzi, la mole di messaggi negativi mi ha fatto scontrare ancora una volta con la realtà, la divulgazione che io e tante altre persone facciamo ogni giorno sui social è soltanto una goccia nel mare. Ho notato un’insensibilità enorme e una totale mancanza di empatia, che era invece il vero fulcro del messaggio che volevo lanciare. Mi hanno accusata di esagerare e questo mi ha fatto ancora più male dell’episodio con il medico in sé, perché ho sentito sminuire il mio vissuto, le mie emozioni e ciò che avevo provato sulla mia pelle.”

Perché quel commento ti ha ferita così profondamente?

“Oggi c’è uno stigma culturale enorme. Si pensa che il disturbo alimentare esista solo ed esclusivamente se è visibile al corpo. Se avessi registrato quel video quando pesavo 40 chili, nel momento in cui la mia anoressia era evidente, nessuno mi avrebbe attaccata. Sarebbe scattato l’automatico sentimento di tenerezza, di pena: “Poverina, guardala, il dottore non doveva permettersi di dirle una cosa del genere”. Ma i disturbi alimentari, nella stragrande maggioranza dei casi, non si vedono a occhio nudo. Non si parla soltanto di anoressia: ci sono la bulimia, l’ortoressia, esistono mille problematiche e sottogruppi”.

“Io oggi ho un corpo in salute, ma mi sveglio comunque pensando a ciò che dovrò mangiare. Da mesi, o da anni in base ai momenti, mi privo di alcuni cibi e macronutrienti perché nella mia testa sono ancora alimenti di cui ho paura e che temo possano farmi ingrassare. O ancora, pianifico a che ora uscire di casa per gestire i pasti, se mangiare prima, dopo o al rientro. È una costante quotidiana: è come se camminassi o guidassi costantemente con il freno a mano tirato. Il cibo oggi rappresenta questo nella mia vita, è il canale attraverso cui do voce a dei disagi che vivo. Le persone questo non lo sanno. Vedono che sono in salute, che sto bene, e concludono che la problematica non esista. Io non volevo suscitare compassione o pena, ma empatia. Chi non vive un DCA, o non ha vicino qualcuno che ne soffre, pensa che un commento come “Ti trovo bene fisicamente” sia un semplice complimento”.

“Tantissimi mi hanno scritto: “Ti ha fatto una gentilezza, come puoi esagerare così?”. Non è così: nella testa di chi convive con un disturbo alimentare, il giudizio sul corpo non richiesto è pericolosissimo. Se mi dicono che sono dimagrita, alimentano il mio “mostro” e penso che sto facendo bene, spingendomi a una maggiore privazione; se mi dicono che ho preso qualche chilo e che “sto meglio”, per me non è così. Io sto lottando ogni giorno con la mia nuova immagine nello specchio, sto lottando contro la privazione degli alimenti, e sentirmi far notare che questo percorso mi ha portata a prendere peso mi devasta, mi ammazza. Ecco perché, per chi ha un vissuto di DCA, c’è una regola fondamentale: non si dovrebbe mai far notare a una persona se è ingrassata, dimagrita o se “sta meglio”, perché può fare un male atroce. Possono essere parole capaci di innescare una ricaduta senza che gli altri se ne rendano conto. Era questo, e soltanto questo, ciò che volevo spiegare”.

La musica per te è sempre stata il canale principale per dare voce alle tue battaglie e alla tua verità, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

“Il progetto musicale sta andando avanti e ci sono in programma le uscite di diversi nuovi singoli. Non vedo l’ora di farveli ascoltare, perché per me rappresentano un ritorno molto vicino a quel concetto di “Va tutto bene“, sia nell’intenzione che nel senso più profondo. Sono felice di ritrovare quelle coordinate, pur riproponendole con una chiave musicale del tutto nuova. Accanto alla musica, poi, sto per intraprendere un percorso completamente nuovo e bellissimo. Non voglio fare spoiler prima del tempo, ma si tratta di una novità che comunicherò davvero a brevissimo”.

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