La sconfitta in Sassonia-Anhalt apre una delle crisi più profonde degli ultimi decenni per la Cdu. Friedrich Merz non prova a minimizzare il risultato e, davanti ai vertici del partito riuniti a Berlino, riconosce apertamente la portata della débâcle: “Devo ammettere che questa è la sconfitta elettorale più devastante che la Cdu abbia mai subito da anni, persino da decenni”.
Il successo dell’AfD scuote così non soltanto gli equilibri politici regionali, ma investe direttamente il cancelliere e la sua leadership. Secondo quanto riportato dalla Bild, durante la riunione del comitato esecutivo federale Merz avrebbe parlato di un partito “scosso nelle fondamenta”, ammettendo gli errori commessi nel rapporto con l’elettorato.
Merz: “Non abbiamo stabilito un contatto emotivo con la gente”
L’analisi del cancelliere parte proprio dalla difficoltà della Cdu di intercettare il malcontento e trasformarlo in consenso. Il partito, ha riconosciuto Merz, non è riuscito a “stabilire un contatto emotivo con la gente” e ha perso le elezioni “in modo drammatico”.
Un’autocritica accompagnata da un appello alla coesione interna: “Ce la possiamo fare solo se parleremo apertamente dei problemi all’interno della dirigenza”. Per il cancelliere, il risultato della Sassonia-Anhalt segnala qualcosa di più ampio di una semplice sconfitta locale. “Il nostro sistema partitico sta subendo uno sconvolgimento”, ha avvertito.
La pressione sulla Cdu è destinata inoltre a rimanere alta. Merz ha ricordato che nelle prossime due settimane sono previste altre due consultazioni elettorali, i cui risultati dovranno essere nuovamente analizzati dal partito.
Schulze: “Non abbiamo più il mandato per governare”
Ancora più nette le parole di Sven Schulze, candidato della Cdu e governatore uscente della Sassonia-Anhalt. In conferenza stampa accanto a Merz ha riconosciuto la nuova realtà uscita dalle urne: “Non abbiamo alcun mandato di governo. Il mandato di governare ora spetta all’AfD”.
Schulze ha parlato di “una giornata che ci ha profondamente rattristati” e ha annunciato di essere pronto ad assumersi personalmente la responsabilità della sconfitta. “Mi sono presentato come candidato di punta e, naturalmente, ne trarrò le dovute conseguenze”, ha dichiarato. In serata dovrebbe presentare al comitato esecutivo regionale della Cdu una proposta sul futuro della propria leadership.
Merz esclude le dimissioni: “Arrendersi non è un’opzione”
Il risultato mette inevitabilmente sotto pressione anche il cancelliere, ma Merz esclude per il momento qualsiasi passo indietro. Interpellato sulle sue prospettive politiche e sull’ipotesi di dimissioni, ha risposto: “Ho molti pensieri, ma non sulle elezioni del 2029. Arrendersi per me non è un’opzione”.
La strada indicata passa invece da un cambiamento nel modo in cui la Cdu comunica e si rapporta agli elettori. “Dobbiamo migliorare tutti insieme”, ha affermato Merz, richiamando la necessità di maggiore “dedizione, empatia ed emozioni”.
Parallelamente, il cancelliere ha voluto rassicurare anche i partner internazionali sulle conseguenze politiche dell’avanzata dell’AfD. “Il governo farà in modo che la Costituzione si imponga”, ha assicurato. “Sappiamo che per la nostra storia la Germania ha una responsabilità particolare. Manterremo l’ordine politico e l’ancoraggio in Europa”.
Merz ha inoltre sostenuto che “qualcuno sta gioendo di questo risultato”, collegandolo anche ai tentativi, a suo giudizio, di “destabilizzare il Paese” in vista delle elezioni. Il punto politico, però, resta soprattutto interno: il voto in Sassonia-Anhalt ha mostrato una Cdu in forte difficoltà e un’AfD capace di modificare gli equilibri politici di un intero Land.
Per Merz, ora, la sfida è evitare che quello di Magdeburgo diventi il primo episodio di una crisi nazionale del suo partito.
