Israele alza i toni sulla Cisgiordania e mette sul tavolo anche lo scenario di una “guerra totale” contro gli apparati dell’Autorità Palestinese. A evocarlo è il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, intervenuto dopo un accoltellamento avvenuto in un insediamento israeliano nel nord della Cisgiordania.
Il ministro ha ribadito la linea del governo di Benjamin Netanyahu sul territorio, indicato da Katz con la denominazione biblica di Giudea e Samaria: contrasto alle organizzazioni armate palestinesi, rafforzamento degli insediamenti israeliani e mantenimento del controllo della sicurezza.
“La nostra politica in Giudea e Samaria è chiara: perseguire con forza il terrorismo palestinese, sviluppare e rafforzare gli insediamenti ebraici e mantenere la stabilità della sicurezza”, ha dichiarato Katz.
Katz: “Il terrorismo è ai livelli più bassi degli ultimi decenni”
Secondo il ministro della Difesa, la minaccia terroristica nella zona sarebbe attualmente ai livelli più bassi degli ultimi decenni. Israele, ha assicurato, intende però adottare tutte le misure ritenute necessarie per impedire una nuova escalation.
“Il terrorismo nell’area è attualmente al livello più basso degli ultimi decenni e adotteremo tutte le misure necessarie per impedire che rialzi la testa”, ha affermato.
È soprattutto il passaggio successivo a segnare un ulteriore irrigidimento della posizione israeliana. Katz ha spiegato che lui e il premier Benjamin Netanyahu hanno dato istruzioni alle Forze di difesa israeliane di prepararsi a uno scenario estremo: un eventuale attacco contro Israele condotto dagli stessi apparati di sicurezza dell’Autorità Palestinese.
Il ministro ha paragonato l’ipotesi a quanto avvenuto il 7 ottobre 2023, quando Hamas e altri gruppi armati palestinesi attaccarono il sud di Israele.
L’ordine all’Idf: prepararsi allo scenario peggiore
“Qualora la situazione dovesse ribaltarsi e si configurasse l’eventualità che gli apparati di sicurezza dell’Autorità Palestinese lancino un attacco terroristico simile a quello del 7 ottobre contro le forze dell’Idf e gli insediamenti ebraici, il premier Benjamin Netanyahu ed io abbiamo dato istruzioni all’esercito di prepararsi a una guerra totale”, ha dichiarato Katz.
Un’eventuale offensiva, nelle parole del ministro, sarebbe diretta “contro gli alti funzionari e gli apparati dell’Autorità Palestinese, nonché contro tutte le infrastrutture terroristiche in Giudea e Samaria”.
Katz ha inoltre richiamato le operazioni condotte da Israele nella Striscia di Gaza e in Libano, sostenendo che un eventuale deterioramento della situazione in Cisgiordania riceverebbe una risposta analoga.
“Non permetteremo il ritorno alla realtà di un’intifada che si protragga per anni, come è accaduto in passato”, ha concluso il ministro.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto particolarmente delicato per la Cisgiordania, dove le forze israeliane mantengono una presenza militare e continuano le tensioni legate agli insediamenti israeliani, agli attacchi palestinesi e alle operazioni di sicurezza. L’Autorità Palestinese, che amministra alcune aree del territorio, dispone inoltre di propri apparati di sicurezza: proprio questi ultimi vengono indicati da Katz come possibile bersaglio nel caso dello scenario evocato dal governo israeliano.
