Federico Vella, 36enne fiorentino, ha ucciso la sua ex compagna, la 45enne Lorena Isceri, gettandola da un viadotto dell’A1 nel tratto che ricade nel Comune di Barberino di Mugello (Firenze) e poi si è tolto la vita giovedì.
La squadra mobile ha trovato nella sua auto, parcheggiata davanti alla casa della vittima nel quartiere fiorentino di Rifredi, un sacchetto di fascette monouso, forbici e un lungo lenzuolo. La squadra mobile, diretta da Domenico Balsamo e coordinata dal pm Andrea Natali, sospetta che quei materiali fossero stati predisposti prima dell’aggressione.
La dinamica del rapimento di Lorena Isceri e la chiamata al 112
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quando Lorena è tornata a casa dal lavoro Vella avrebbe bloccato la fotocellula con dello scotch. Quando il suo Suv è entrato nel garage, lui si è nascosto all’interno e, appena lei è scesa dall’auto, l’avrebbe aggredita, immobilizzandola dal davanti con fascette mani e piedi e chiudendola nel bagagliaio del veicolo.
La vittima è però riuscita a recuperare il cellulare di servizio che aveva nella sacca nel bagagliaio: ha inviato un file audio a un amico, che ha allertato i soccorsi, e ha poi chiamato il 112 alle 14.10. Con la centrale operativa della Questura è rimasta in linea per circa 20 minuti, dicendo «Mi ha rapito, mi vuole uccidere». La linea è caduta ma la polizia è riuscita a localizzare il telefono a Calenzano. Un automobilista che transitava sul viadotto di Barberino ha poi segnalato la presenza del giovane, indirizzando la polizia stradale sul posto.
Più pattuglie della Stradale sono arrivate sul viadotto: un agente ha registrato le trattative per far desistere Vella in un video di circa 40 minuti, che documenta l’intera sequenza fino al suicidio.
I rilievi, le perquisizioni e l’ipotesi di premeditazione
Nelle fasi successive alla tragedia gli investigatori hanno ricostruito i rapporti tra i due: a metà agosto Lorena aveva lasciato Vella dopo aver scoperto un probabile tradimento. Secondo gli atti, lui aveva tentato più volte di riconquistarla, arrivando anche a chiamare la madre di lei per chiedere di intercedere. Nonostante alcuni segnali di preoccupazione riferiti da amiche e parenti, Lorena non aveva mai sporto denuncia contro l’ex.
Durante i minuti di stallo sul viadotto, Vella ha inviato alle 15.10 un messaggio alla madre di Lorena con la frase «Lorena è morta». Successivamente ha chiamato la propria madre; lei ha telefonato al 112 e ha denunciato il figlio: «Mi ha chiamato mio figlio e mi ha detto che ha ucciso la sua ex fidanzata», ha detto la donna agli inquirenti.
La Procura di Firenze ha disposto l’esame autoptico per lunedì e ha ipotizzato la premeditazione dell’omicidio. Gli investigatori hanno sequestrato e stanno analizzando i cellulari della vittima e dell’assassino per ricostruire i contatti e le conversazioni; durante le perquisizioni sono state trovate anche lettere e biglietti tra i due, finiti sotto sequestro e ora al vaglio degli inquirenti. Il giovane sarebbe stato in cura da uno psichiatra, circostanza che gli investigatori verificheranno nei prossimi accertamenti.
L’autopsia è fissata per lunedì e gli esami sui telefoni sequestrati proseguiranno nelle prossime ore per chiarire la dinamica e le eventuali responsabilità antecedenti all’accaduto.
