Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, è arrivato al Forum Teha di Cernobbio e interverrà oggi in un panel con Mario Monti sul tema dell’Europa. Ha spiegato ai cronisti che affronterà «i temi dell’integrazione e del sovranismo in Europa» e che «parlerò di un’Europa diversa. Non l’Europa che abbiamo adesso».
Alla domanda sulle inchieste che riguardano il suo partito l’ex generale ha risposto: «no, nella maniera più assoluta». Sul palco e sui social ha usato toni sprezzanti e la formula «Me ne frego», una ripresa del motto dannunziano citata nel materiale diffuso dalla sua comunicazione.
Intervento e slogan: i temi che porterà a Cernobbio
Vannacci è stato invitato al Forum Teha e, come riferito, parteciperà a un panel con Mario Monti sul tema dell’Europa. Ha detto ai giornalisti che svilupperà gli argomenti che gli sono stati dati: l’integrazione e il sovranismo in Europa. In più occasioni ha sottolineato il proprio interesse per il rilancio economico, imprenditoriale e industriale del Paese, spiegando che «mi sta a cuore il rilancio economico, imprenditoriale e industriale del Paese».
Interpellato sul valore simbolico dell’invito al Forum, Vannacci ha commentato con ironia l’emozione: «beh diciamo che da un punto di vista fisico era più emozionante il lancio dell’aeroplano», ha concluso. Sul modo in cui affronta le critiche politiche e mediatiche ha ribadito più volte di non essere preoccupato e di voler concentrare l’azione sul terreno programmatico e sul consenso elettorale.
La reazione politica, le inchieste e l’esposto
Nel dibattito politico la presenza di Vannacci continua a suscitare frizioni. La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate in Futuro Nazionale; la Procura di Roma avvierà, nella prossima settimana, un’istruttoria per esaminare un esposto del sindacato dei militari indirizzato al procuratore capo Francesco Lo Voi, in cui si ipotizza la ricostituzione del partito fascista e la possibile violazione della legge Scelba.
Le prese di posizione nella maggioranza sono contrastanti. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che «Noi siamo sempre mobilitati sulla sicurezza di questa nazione a 360 gradi. E quindi monitoriamo tutto quello che c’è da monitorare, ci preoccupano moltissime cose, ma le monitoriamo tutte», un richiamo alla necessità di vigilanza sulle possibili interferenze. Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani «il problema è la Russia», non il leader di Futuro Nazionale, e ha aggiunto che «basta leggere qualche libro di storia per capire cos’è la disinformatia…», sottolineando il rischio delle interferenze internazionali.
Il vicepremier Matteo Salvini ha invece attaccato Vannacci su alcune proposte e alleanze: «Io contesto a Vannacci il fatto che vada in piazza con i naziskin o pensi di dare il voto multiplo a chi ha più figli, che a Milano sarebbe semplicemente dare un plus alla comunità islamica…», ha detto, secondo quanto riportato.
Sondaggi, social e la polemica su Pavarotti
I sondaggi citati nel materiale mostrano una crescita del movimento di Vannacci: per Youtrend il suo partito raggiungerebbe il 7,9% dei consensi a sette mesi dalla nascita, superando i valori indicati per la Lega (4,4%) e Forza Italia (7,1%). Vannacci ha valorizzato questi dati come segnale di avvicinamento al consenso e come supporto alla propria strategia politica: «Mi fa piacere non essere un problema», ha osservato.
Sul piano della comunicazione, l’ex generale ha fatto largo uso dei social e delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale: sui suoi canali è apparso un video generato con IA in cui la sua immagine è mostrata «sotto tiro» con la colonna sonora che riproduce la strofa finale del «Nessun dorma», «All’alba vincerò», intonata nella versione legata a Luciano Pavarotti. La famiglia del cantante ha reagito con una nota ufficiale, precisando di «non aver mai concesso alcuna autorizzazione all’utilizzo della voce, del nome o dell’identità di Luciano Pavarotti» e che «si dissocia fermamente da qualsiasi associazione della sua figura a messaggi, posizioni o iniziative di carattere politico».
Vannacci ha anche pubblicato sui social una lunga lista di epiteti rivendicando l’effetto provocatorio: «Xenofobo, omofobo, sessista, misogino, negazionista, razzista, ignorante, falsificatore, populista, traditore, pagliaccio, buffone, troglodita, fenomeno da baraccone ed ora, cavallo di Troia di Mosca. Bene, vuol dire che siamo sulla giusta strada. Ci vediamo all’alba», ha scritto, attribuendo al giudizio pubblico il senso di avanzamento politico. Parallelamente ha lanciato forme di comunicazione che definisce didattiche, come un «dizionario illustrato» pubblicato sui suoi canali, sempre basato su strumenti digitali.
Vannacci a Cernobbio chiude la giornata puntando a trasformare l’esposizione pubblica in consenso concreto, con l’obiettivo dichiarato di crescere fino a diventare «indispensabile» nel panorama politico. Intanto le verifiche giudiziarie e le tensioni interne alla maggioranza restano elementi centrali del quadro che circonda il suo movimento.
