La gestione del caso Sigfrido Ranucci e Report avrebbe provocato una nuova frattura tra Giorgia Meloni e i vertici della Rai. Secondo un retroscena pubblicato dal Fatto Quotidiano, la presidente del Consiglio sarebbe particolarmente irritata per il modo in cui è stata affrontata la vicenda legata allo storico conduttore del programma d’inchiesta di Rai 3.
“Tanto valeva tenerlo lì, così ne hanno fatto un martire”, sarebbe, secondo il quotidiano, il senso del ragionamento espresso dalla premier ai suoi collaboratori. Non si tratta dunque di una dichiarazione pubblica di Meloni, ma di parole attribuitele dal Fatto nel ricostruire le tensioni che attraversano in queste settimane viale Mazzini.
Le tensioni tra Meloni e i vertici Rai
A seguire per Palazzo Chigi il delicato dossier Rai sarebbe soprattutto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovambattista Fazzolari. Il retroscena descrive inoltre rapporti difficili tra Meloni e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, mentre le critiche avrebbero investito anche Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai.
Uno dei nodi sarebbe rappresentato dalla gestione della successione alla conduzione di Report. La scelta di Giulia Presutti, inizialmente indicata per il programma, è infatti tramontata. Al suo posto è stata individuata Claudia Di Pasquale, giornalista da molti anni nella squadra della trasmissione, che affiancherà Daniele Piervincenzi.
Una soluzione maturata dopo giorni di polemiche e che, secondo la ricostruzione del Fatto, avrebbe contribuito ad alimentare l’irritazione della presidente del Consiglio.
Gli scontri tra Report e il centrodestra
Negli ultimi anni Report ha dedicato diverse inchieste a esponenti e vicende riguardanti Fratelli d’Italia e il centrodestra. Tra i temi affrontati dalla trasmissione ci sono stati la famiglia del presidente del Senato Ignazio La Russa, i saluti romani emersi nell’ambito di Gioventù nazionale, vicende relative al padre della premier e il caso che ha coinvolto l’ex ministro Gennaro Sangiuliano.
Anche alcune decisioni prese dalla Rai sul programma avevano già alimentato lo scontro politico: dalle polemiche sulle repliche estive allo spostamento di Report dal lunedì alla domenica sera.
Lo scontro tra Salvo Sottile e due inviati
Il clima di tensione è emerso anche nelle ultime ore con un episodio che ha coinvolto Salvo Sottile e due giornalisti della redazione di Report, Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni. Durante un incontro, un saluto del conduttore di Ore 12 sarebbe rapidamente degenerato in uno scontro verbale, con accuse e insulti.
Sottile ha successivamente ridimensionato l’accaduto parlando di “battute e battutacce” legate a un momento di forte tensione professionale. Iovene, invece, ha definito ironicamente l’episodio “un saluto tra vecchi amici”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Ranucci, che sui social ha difeso apertamente i giornalisti della sua squadra: “Spalle d’acciaio e schiena dritta”, ha scritto, attaccando chi, a suo giudizio, si sentirebbe protetto dal potere.
Il caso Report, dunque, resta tutt’altro che chiuso. Dopo lo scontro sulla conduzione, le polemiche interne alla Rai e le tensioni politiche, il programma continua a essere uno dei terreni più delicati nei rapporti tra servizio pubblico, governo e informazione d’inchiesta.
