Un aumento di incursioni con droni e missili nello spazio aereo degli alleati sul fianco orientale è stato rilevato dalla Nato. Lo ha reso noto a Bruxelles il segretario generale Mark Rutte, che ha definito la Russia «sempre più irresponsabile» e ha collegato il trend a una sequenza di azioni ostili dirette contro territori e infrastrutture dell’alleanza. Il messaggio si concentra sul rischio aggiuntivo per le aree esposte e sulla necessità di alzare le protezioni anche oltre il perimetro strettamente militare.
Incursioni, sabotaggi e priorità di protezione
Secondo Rutte, la crescita degli sconfinamenti aerei incide sulla sicurezza delle popolazioni in prima linea. Non riguardano solo obiettivi militari: l’elenco comprende anche la sfera civile e industriale. Da un lato sono stati richiamati incendi appiccati a fabbriche legate alla produzione per l’Ucraina; dall’altro è stato citato un «attacco ibrido» a Lipsia, segnale che gli snodi economici possono diventare bersagli.
Allo stesso tempo, Rutte ha respinto l’idea che questi episodi possano dividere l’alleanza o indebolire il sostegno a Kiev. «Le pericolosità che la Russia pone sono chiare», ha ribadito, indicando una cornice di protezione che include logistica, energia e siti produttivi. Di qui una priorità operativa esplicita: difendere le infrastrutture civili, con piani che tengano insieme prevenzione, resilienza e risposta rapida.
Unione europea, sanzioni e coordinamento con la Nato
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che Bruxelles e gli Stati membri stanno lavorando per tutelare le popolazioni e chiudere le scappatoie che Mosca potrebbe sfruttare. L’Unione europea è pronta a rafforzare le sanzioni e a intervenire nei casi in cui emerga una responsabilità diretta. Per questo, il dossier economico-diplomatico viene affiancato a misure di protezione fisica sui siti a rischio.
Più in concreto, von der Leyen ha riferito di una nuova richiesta di Kiev, quantificata in diversi miliardi di euro, per potenziare la difesa aerea con sistemi avanzati, inclusi i Patriot. Gli Stati membri stanno esaminando il pacchetto. Su questa base, l’alleanza ha mantenuto un’attività «intensa» di monitoraggio e protezione delle rotte logistiche e dei nodi utilizzati per il trasferimento di materiali verso l’Ucraina, compresi i movimenti di cargo: scorte adeguate, rete di sensori e sicurezza dei siti strategici sono indicati come elementi chiave.
Le autorità tedesche hanno inoltre attribuito a Mosca la responsabilità di un tentativo di attacco con droni contro l’aeroporto di Lipsia/Halle, hub cruciale per il trasporto merci e punto di transito anche per voli logistici militari, incluso traffico di aerei Antonov diretti all’Ucraina. Il riferimento a Lipsia rientra nel quadro descritto dalla Nato: oltre al cielo, sono sotto osservazione gli snodi che sostengono la catena di approvvigionamento.
Dopo queste valutazioni, il coordinamento tra Commissione europea e vertici Nato punta a far convergere la protezione dei siti, il contrasto alle interferenze e gli strumenti economico-diplomatici. La difesa delle infrastrutture civili e dei poli industriali resta una priorità indicata nero su bianco, mentre gli Stati membri continuano a valutare l’inasprimento delle misure restrittive e la richiesta ucraina per il rafforzamento delle difese aeree. Il monitoraggio dei nodi logistici e delle rotte di rifornimento è attivo con il rinforzo di scorte, sensori e sicurezza dei siti strategici.
