È stata sottoposta a fermo la figlia convivente della donna di 75 anni trovata morta e carbonizzata all’interno della propria abitazione a Gragnano, in provincia di Napoli. La misura è stata disposta dalla Procura di Torre Annunziata al termine dell’interrogatorio della donna, durante il quale sarebbero emersi “gravi indizi di colpevolezza”.
Il tentativo di incendiare la casa
Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi dell’indagine condotta dai carabinieri, la figlia avrebbe cercato di provocare un incendio nell’abitazione della madre. La donna avrebbe prima tagliato il tubo del gas e successivamente appiccato le fiamme, provocando un principio di incendio che avrebbe coinvolto l’anziana e ne avrebbe causato la morte. Gli investigatori ipotizzano inoltre che la figlia possa essere affetta da problemi psichici, un aspetto che dovrà però essere accertato compiutamente nel corso degli accertamenti.
Le accuse nei confronti della figlia
La Procura di Torre Annunziata contesta alla donna fermata il reato di omicidio volontario, oltre a quello di tentato incendio. Il provvedimento è stato adottato come misura precautelare dopo gli elementi raccolti dagli investigatori e l’interrogatorio della figlia convivente. La salma della 75enne è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre l’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti.
L’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco
La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri in via Vittorio Veneto, a Gragnano. A dare seguito agli interventi sono stati i carabinieri della stazione locale e quelli del nucleo radiomobile della compagnia di Castellammare di Stabia.
Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni all’interno dell’abitazione e negli accertamenti legati all’incendio. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica della morte della 75enne e chiarire tutti gli elementi alla base del provvedimento nei confronti della figlia.
