Per Tony Boy la gip di Milano Chiara Valori ha scelto una misura cautelare meno severa rispetto alla richiesta della procura. Il trapper, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla pistola con matricola abrasa trovata nella sua abitazione, dovrà restare agli arresti domiciliari presso la casa dei genitori in provincia di Padova. La giudice ha ritenuto che quel contesto garantisca un livello maggiore di protezione e controllo e non ha disposto il braccialetto elettronico.
La pistola e il rischio di nuovi reati
Nell’ordinanza, la gip sottolinea che Tony Boy è incensurato, ma ritiene comunque evidente l’esistenza di rapporti con “ambienti criminali di spessore”, nei quali sarebbe possibile procurarsi un’arma clandestina. Proprio questo elemento viene considerato rilevante nella valutazione del pericolo di reiterazione del reato e dell’eventualità di ulteriori episodi gravi con l’impiego di armi.
Secondo la giudice, però, per contenere questi rischi non è necessario ricorrere alla custodia in carcere, come invece aveva chiesto la pm Sara Ombra. La permanenza nell’abitazione dei genitori, considerata una situazione più controllata, è stata ritenuta sufficiente per soddisfare le esigenze cautelari.
Tony Boy potrà fare dei concerti?
La misura potrebbe avere conseguenze anche sulla programmazione professionale del cantante, che nelle prossime settimane ha già alcuni concerti in calendario. La gip precisa tuttavia che gli impegni lavorativi non costituiscono, allo stato attuale, un motivo sufficiente per evitare l’applicazione dei domiciliari.
La situazione potrà essere rivalutata successivamente. Nell’ordinanza si legge infatti che potranno essere prese in considerazione eventuali autorizzazioni necessarie per consentire al trapper di svolgere la propria attività professionale, ma soltanto dopo specifiche richieste presentate dalla difesa. Sarà quindi il giudice a decidere di volta in volta se e a quali condizioni Tony Boy potrà uscire per motivi legati al lavoro.
L’accusa di spaccio non regge per le quantità di droga
Diversa è la valutazione della gip sull’accusa di spaccio. Nell’abitazione del trapper erano stati trovati circa 4 grammi di cocaina, 8 grammi di hashish e circa un grammo di marijuana, quantitativi che, secondo la giudice, risultano compatibili con un consumo personale.
È una ricostruzione che coincide con la linea sostenuta dalla difesa durante l’interrogatorio. L’avvocato Niccolò Vecchioni aveva infatti spiegato che il suo assistito non avrebbe mai spacciato e che la droga sarebbe stata destinata esclusivamente al consumo personale, anche alla luce di una condizione di dipendenza da sostanze stupefacenti e dell’assunzione di psicofarmaci. La misura cautelare riguarda quindi la detenzione della pistola con matricola abrasa, mentre non è stata disposta per l’ipotesi di spaccio contestata inizialmente.
