Tra le ipotesi inserite nel programma di Futuro Nazionale figura anche una modifica del sistema elettorale che riguarderebbe direttamente i genitori di figli minorenni. Si tratta del cosiddetto voto plurimo, che il movimento guidato da Roberto Vannacci presenta, almeno per ora, come un’idea da sottoporre alla discussione pubblica e non come una decisione già assunta. Il principio alla base della proposta è quello di attribuire ai genitori ulteriori schede elettorali per rappresentare politicamente i figli che non hanno ancora raggiunto l’età per votare.
La proposta delle schede aggiuntive
L’ipotesi prevede che il numero delle schede assegnate a ciascun nucleo familiare sia collegato al numero dei figli minorenni o fiscalmente a carico. Le schede aggiuntive potrebbero essere distribuite tra padre e madre, secondo modalità da definire anche nei casi in cui il numero dei figli sia dispari.
Il programma descrive questa impostazione come un possibile modo per dare una forma di rappresentanza anche ai minorenni, affidandone l’esercizio ai genitori, come già avviene in altri ambiti nei quali gli adulti rappresentano i propri figli. L’obiettivo indicato è inoltre quello di attribuire un maggiore riconoscimento al ruolo sociale ed economico della famiglia e di considerare il suo peso nella rappresentanza democratica.
Perché sarebbe necessario cambiare la Costituzione
L’introduzione del voto plurimo richiederebbe però una modifica dell’articolo 48 della Costituzione, che disciplina il diritto di voto. La norma stabilisce infatti i principi fondamentali dell’esercizio elettorale e, tra questi, quello secondo cui il voto deve essere eguale.
Nel sistema attuale, quindi, ciascun cittadino dispone di un voto con lo stesso valore di quello degli altri elettori. L’ipotesi di assegnare schede ulteriori ai genitori comporterebbe una diversa ponderazione del peso elettorale sulla base della presenza e del numero dei figli. È proprio su questo punto che la proposta dovrebbe confrontarsi con l’attuale formulazione della Costituzione.
Il principio del voto eguale
Il programma di Futuro Nazionale considera il voto plurimo una possibile forma di ponderazione della rappresentanza democratica, sostenendo che il sistema potrebbe tenere conto del ruolo dei genitori come rappresentanti di una “società domestica”, cioè della famiglia.
L’impostazione si discosta però dal principio oggi applicato nell’ordinamento italiano, secondo il quale il voto di un elettore non può avere un peso superiore rispetto a quello espresso da un altro cittadino. L’attribuzione di più schede a chi ha figli introdurrebbe dunque una differenziazione legata alla situazione familiare, rendendo necessario intervenire sul quadro costituzionale vigente.
Come verrebbero distribuite le schede
Il documento di Futuro Nazionale indica anche una possibile modalità pratica per applicare la riforma. Ai genitori verrebbe assegnato un numero di schede aggiuntive corrispondente a quello dei figli, con una possibile ripartizione tra padre e madre.
Nel caso di un numero dispari di figli, il programma ipotizza inoltre un sistema di alternanza tra i genitori nelle diverse tornate elettorali. Si tratta comunque di dettagli applicativi contenuti all’interno di una proposta che il movimento stesso definisce ancora da valutare e discutere.
Le precedenti proposte sul voto plurimo ai genitori
L’idea non nasce con Futuro Nazionale. Il programma richiama infatti precedenti proposte avanzate negli anni in ambienti politici e culturali conservatori e cattolici. Nel 2004 il tema era stato affrontato dall’economista Luigi Campiglio, mentre nel 2016 una proposta analoga era stata rilanciata da Maurizio Sacconi, già ministro durante il quarto governo Berlusconi.
Entrambi vengono citati esplicitamente nel documento come precedenti dell’ipotesi oggi inserita nel programma del movimento. Futuro Nazionale precisa che si tratta, per il momento, di un’idea già discussa in passato e che viene nuovamente sottoposta al dibattito italiano.
Gli obiettivi che Futuro Nazionale vorrebbe raggiungere con il voto plurimo
Nella prospettiva indicata dal programma, il voto plurimo dovrebbe rappresentare un modo per riconoscere formalmente il valore della famiglia e il suo ruolo nella società. La famiglia viene descritta come una “società domestica” e come uno dei nuclei fondanti della società nazionale.
La proposta, dunque, interviene su due questioni collegate: da una parte la possibilità di attribuire una rappresentanza politica ai minorenni attraverso i genitori, dall’altra il riconoscimento di un diverso peso elettorale alle famiglie in funzione del numero dei figli. Per trasformare l’ipotesi in una norma sarebbe comunque necessario affrontare il nodo della modifica dell’articolo 48 della Costituzione e definire nel dettaglio le modalità con cui il nuovo sistema dovrebbe essere applicato.
Per approfondire: Futuro Nazionale pubblica la ‘Base Ideologica’ di Vannacci: no all’aborto, stop ai contenuti gender e proposta di educazione militare
