Il Canada prepara la controffensiva commerciale contro gli Stati Uniti dopo il fallimento dei negoziati con Washington. Il governo guidato da Mark Carney presenterà oggi, 25 agosto, le misure con cui Ottawa intende rispondere alla nuova stretta tariffaria decisa dall’amministrazione di Donald Trump. L’annuncio è atteso alle 15 e sarà affidato ai ministri canadesi delle Finanze, dell’Industria e del Lavoro.
Al centro dello scontro ci sono soprattutto automobili, acciaio e componentistica, settori fondamentali per un’economia canadese profondamente integrata con quella statunitense. Carney ha già anticipato la linea: la risposta sarà proporzionata e Ottawa è pronta a replicare alle tariffe americane “dollaro per dollaro”.
La nuova stretta di Trump
La tensione è aumentata dopo la rottura delle trattative tra i due Paesi. Washington ha previsto tariffe del 50% su auto, camion, componenti automobilistici e acciaio provenienti dal Canada, con un ulteriore inasprimento destinato a incidere sui rapporti commerciali a partire dal 1° gennaio 2027.
Trump ha accusato il vicino settentrionale di avere “depredato gli Stati Uniti d’America da anni”, respingendo le richieste di Ottawa per un compromesso. Una parte dell’acciaio canadese era già sottoposta a dazi del 50%, mentre nelle settimane precedenti Washington aveva lasciato aperta la possibilità di una riduzione delle tariffe nel caso di un’intesa.
Il mancato accordo ha però chiuso, almeno per il momento, quella prospettiva. Complessivamente, la stretta statunitense coinvolge circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi, pari a circa il 5,5% delle esportazioni del Paese verso gli Usa.
Carney: “Non a qualsiasi prezzo”
Il primo ministro canadese ha scelto una linea dura, sostenendo che Ottawa non firmerà un’intesa “a qualsiasi prezzo” né “a qualsiasi scadenza”. Secondo il governo canadese, le richieste avanzate dagli Stati Uniti sarebbero eccessive rispetto alle concessioni offerte e rischierebbero di indebolire comparti industriali strategici.
Auto, acciaio e alluminio sono particolarmente esposti perché le catene produttive dei due Paesi sono intrecciate da decenni. Proprio questa interdipendenza rende una guerra commerciale potenzialmente costosa per entrambe le economie.
Ottawa ha annunciato contromisure che dovrebbero colpire, tra gli altri, il settore siderurgico e quello lattiero-caseario statunitense. Le nuove tariffe canadesi dovrebbero entrare in vigore dall’8 settembre.
Ottawa guarda anche a Europa e Asia
La risposta di Carney non dovrebbe limitarsi alle ritorsioni. Il premier punta infatti ad accelerare la diversificazione commerciale del Canada, rafforzando i rapporti con l’Unione europea e con i mercati asiatici per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti.
Un obiettivo complesso: circa il 70% delle esportazioni canadesi è diretto verso il mercato americano. La nuova offensiva tariffaria di Washington interessa prodotti che vanno dall’acciaio al cemento e coinvolge anche beni simbolici dell’economia canadese.
Sul fronte interno, tuttavia, Carney sembra poter contare su un ampio sostegno. Secondo un sondaggio condotto nel fine settimana, il 76% dei canadesi approva la decisione di interrompere i negoziati, mentre il 62% sostiene le ritorsioni commerciali annunciate dal governo. Il confronto con Washington si prepara così a entrare in una nuova fase, con il rischio di una guerra dei dazi sempre più estesa tra due economie che restano tra le più integrate al mondo.
