Meta spende centinaia di milioni di dollari l’anno negli Stati Uniti per acquistare l’accesso a modelli di intelligenza artificiale tramite il cloud di Microsoft. Lo ha riferito Bloomberg, citando una fonte a conoscenza dei fatti.
Cosa compra Meta e come funziona il mercato
Microsoft propone sul suo cloud un marketplace chiamato Foundry che vende accesso a modelli sviluppati da terzi. La piattaforma non commercializza i modelli proprietari di Microsoft, ma rivende quelli di altri fornitori, incluso OpenAI. Microsoft dichiarava di avere circa 100.000 clienti a luglio.
Secondo il racconto riportato, Meta acquista questi accessi per accelerare lo sviluppo del proprio software, scegliendo fornitori e prezzi a seconda della disponibilità. In alcuni casi gli sviluppatori di Meta avrebbero usato modelli di OpenAI comprati tramite Foundry per valutare l’output dei modelli sviluppati internamente: una forma di verifica esterna che integra il processo di addestramento.
La concentrazione degli acquirenti sul marketplace è marcata: tra i principali clienti compaiono grandi aziende tecnologiche. Bloomberg indica inoltre che OpenAI ha fornito una quota rilevante — circa il 70% — dei ricavi di Microsoft legati all’AI nell’ultimo esercizio finanziario, elemento che solleva interrogativi sul grado di circolarità delle vendite all’interno del settore.
Dimensioni della spesa e impatto sui conti
Nel dibattito pubblico è stato sottolineato come parte della spesa di Meta finisca ora nei ricavi cloud di Microsoft: un trasferimento che cambia la lettura degli investimenti in AI di entrambe le società e che sottolinea un modello ricorrente dell’industria, dove si compra prima di costruire internamente.
Andrew Bosworth, chief technology officer di Meta, aveva indicato in luglio che l’azienda noleggia modelli esterni leader come componente del processo di sviluppo, affiancandoli alla costruzione dei propri sistemi.
Restano incertezze sulle cifre esatte: Bloomberg non ha reso pubblici dettagli su modelli, prezzi o termini contrattuali, e le stime sul volume di token e sull’entità della spesa provengono da una fonte anonima citata dall’agenzia. Inoltre, valutazioni separate sulla capacità hardware di Microsoft hanno sollevato dubbi pubblici che l’azienda ha respinto nelle repliche ufficiali.
Né Meta né Microsoft hanno confermato pubblicamente le cifre o il volume di token citati; entrambe le società hanno inoltre declinato di commentare la stima della spesa riportata.
