Un attacco informatico ha colpito il registro nazionale della Danimarca, consentendo a soggetti non autorizzati di accedere ai dati personali di circa 8,8 milioni di persone. A rendere nota la violazione, lunedì 5 ottobre, è stato il ministero danese per gli Affari digitali, che ha definito l’episodio “estremamente grave”.
La cifra è superiore all’intera popolazione attuale della Danimarca, che conta circa sei milioni di abitanti. Il motivo è che il registro nazionale conserva complessivamente le informazioni di circa 11 milioni di persone, comprese quelle relative a cittadini deceduti e a persone che hanno lasciato il Paese.
Quali dati sono finiti nelle mani degli hacker
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione del Cpr, il registro anagrafico centrale danese, gli autori dell’intrusione sono riusciti ad accedere illegalmente in particolare a nomi, indirizzi e numeri Cpr di milioni di persone.
Il numero Cpr è il codice identificativo personale utilizzato in Danimarca nei rapporti con la pubblica amministrazione e in numerosi servizi del Paese. Proprio la natura delle informazioni coinvolte rende particolarmente delicata la violazione.
Al momento le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sull’identità degli hacker, sulle modalità con cui sarebbe avvenuto l’accesso né sull’eventuale utilizzo dei dati sottratti.
La ministra Egelund: “Incidente estremamente grave”
“Si tratta di un incidente estremamente grave”, ha dichiarato la ministra danese per gli Affari digitali Christina Egelund. Le autorità hanno avviato le verifiche per stabilire con precisione l’estensione della violazione e ricostruire quanto accaduto.
“Insieme a tutte le autorità competenti, stiamo procedendo a ricostruire l’intera portata dell’incidente”, ha aggiunto Egelund.
Le indagini dovranno quindi chiarire non soltanto come sia stato possibile accedere al registro nazionale, ma anche per quanto tempo i soggetti non autorizzati abbiano avuto accesso alle informazioni e quali dati siano stati effettivamente consultati o acquisiti. Il ministero, per il momento, non ha indicato eventuali responsabili dell’attacco.
