Un viaggio atteso per mesi, pagato in anticipo e organizzato affidandosi a persone considerate di fiducia. Poi, una volta arrivati a destinazione – o addirittura pochi giorni prima della partenza – la scoperta: hotel mai prenotati, voli di ritorno inesistenti, auto a noleggio non pagate e assicurazioni sanitarie non attivate. È quanto denunciano oltre cento persone tra Lazio e Sicilia, alle prese con quella che viene descritta come una serie di “vacanze fantasma”.
Le segnalazioni riguardano famiglie e coppie partite tra luglio e agosto 2026, tutte accomunate dall’essersi rivolte alla stessa agenzia attraverso referenti che, in molti casi, erano state consigliate da conoscenti con precedenti esperienze positive.
Il problema sarebbe emerso soltanto al momento della partenza o direttamente una volta raggiunta la destinazione. Alcuni viaggiatori hanno dovuto anticipare migliaia di euro per non rimanere senza un posto dove dormire, altri hanno acquistato autonomamente il biglietto per rientrare in Italia. C’è anche chi ha visto cancellare completamente la propria vacanza dopo averla già pagata.
Dal Kenya al Giappone: i viaggi saltati
Tra le testimonianze raccolte c’è quella di un ragazzo di 20 anni partito per il Kenya, convinto di avere già a disposizione alloggio, volo di ritorno e assicurazione sanitaria. Una volta arrivato, però, avrebbe scoperto che la sistemazione promessa non risultava prenotata.
Il giovane è stato così costretto a trovare autonomamente un posto dove dormire e a spendere circa 800 euro per acquistare il volo di ritorno, che secondo quanto gli era stato garantito avrebbe dovuto essere già compreso nel pacchetto.
Non solo. Anche l’assicurazione sanitaria non sarebbe risultata inizialmente pagata. Dopo la segnalazione, l’agenzia avrebbe provveduto ad attivarla, ma la copertura sarebbe partita soltanto dal terzo giorno, lasciando il ragazzo senza assicurazione durante le prime 48 ore del soggiorno.
Una situazione simile avrebbe coinvolto una famiglia di cinque persone partita per la Norvegia, dopo aver versato circa 10mila euro per il viaggio. Una volta raggiunto l’hotel indicato, la famiglia avrebbe scoperto che la prenotazione non risultava e avrebbe quindi dovuto sostenere nuovamente le spese per l’alloggio.
Per un’altra coppia, invece, la vacanza non è nemmeno cominciata: circa 5mila euro erano stati versati per un viaggio in Giappone previsto subito dopo Ferragosto, ma pochi giorni prima della partenza il programma sarebbe stato cancellato.
“A Minorca abbiamo pagato di nuovo hotel e volo”
Tra le persone coinvolte c’è anche Claudia, una ragazza romana che con il marito aveva organizzato una vacanza a Minorca. Al momento dell’arrivo, secondo il suo racconto al “Messaggero”, l’auto risultava prenotata ma non pagata, mentre nell’hotel scelto non compariva alcuna prenotazione a loro nome.
Dopo le prime telefonate, la referente romana sarebbe riuscita a intervenire, pagando però soltanto due delle sette notti previste. La coppia si trovava sull’isola durante la settimana di Ferragosto, quando trovare una sistemazione alternativa può diventare particolarmente difficile e costoso.
“Io e mio marito siamo andati a Minorca e abbiamo subito molti disagi”, ha raccontato Claudia. Alla fine i due sarebbero riusciti a trascorrere sull’isola soltanto tre notti, pagando personalmente sia il soggiorno sia il volo per tornare in Italia.
Le denunce e lo schema ricorrente
Il numero delle segnalazioni avrebbe ormai superato quota cento. Diverse famiglie hanno già presentato denuncia, mentre altre stanno raccogliendo documentazione e testimonianze per ricostruire quanto accaduto.
Le referenti indicate dai clienti, una a Roma e una a Palermo, risulterebbero ancora reperibili e continuerebbero a rispondere a telefonate e mail. In alcuni casi sarebbero state inviate ai viaggiatori anche comunicazioni relative all’apertura di sinistri assicurativi. Resta però da chiarire l’intera dinamica e soprattutto cosa sia accaduto al denaro versato per servizi che, secondo i racconti delle persone coinvolte, non sarebbero poi risultati effettivamente prenotati o pagati.
Claudia, per il momento, ha spiegato di non avere ancora presentato denuncia e di voler aspettare settembre, con l’obiettivo di procedere insieme ad altre famiglie. Prima della partenza, racconta, aveva ricevuto un documento in Pdf con tutti i servizi scelti. La fiducia nell’intermediazione e le buone referenze ricevute in precedenza avevano fatto il resto.
Adesso saranno gli eventuali accertamenti delle autorità a dover stabilire responsabilità, dimensioni economiche della vicenda e natura delle irregolarità denunciate. Per oltre cento viaggiatori, intanto, le ferie dell’estate 2026 si sono trasformate in una corsa tra prenotazioni inesistenti, spese impreviste e richieste di rimborso.
