Per 28 minuti un Airbus A320 ha continuato a volare a circa 11mila metri di quota senza che nessuno dei due piloti fosse sveglio. È quanto accaduto a un volo della Batik Air Indonesia diretto da Kendari a Giacarta, con 159 persone a bordo, tra 153 passeggeri e sei membri dell’equipaggio.
L’episodio risale al 25 gennaio 2024 ed è stato ricostruito nei dettagli dal Comitato nazionale indonesiano per la sicurezza dei trasporti (KNKT), che nell’aprile 2025 ha pubblicato il rapporto finale sull’incidente. Il velivolo, un Airbus A320 con registrazione PK-LUV, riuscì infine ad atterrare regolarmente nella capitale indonesiana, senza feriti.
Il comandante chiede di riposare
Il volo era decollato da Kendari alle 8:05 ora locale. Raggiunta la quota di crociera di 36mila piedi, il comandante, che in quella tratta svolgeva il ruolo di pilota addetto al monitoraggio, chiese al secondo pilota il permesso di riposare. Il collega acconsentì e rimase ai comandi.
Dopo essersi svegliato, il comandante domandò al copilota se volesse a sua volta riposare, ma quest’ultimo rispose di no. Poco dopo il comandante tornò a dormire.
A quel punto, però, anche il secondo pilota si addormentò involontariamente. L’Airbus continuò così la propria corsa mentre entrambi gli uomini nella cabina di pilotaggio dormivano.
Ventotto minuti senza rispondere alla torre di controllo
Il copilota aveva effettuato l’ultimo contatto con il centro di controllo di Giacarta mentre l’aereo stava seguendo una rotta modificata per evitare condizioni meteorologiche avverse. Poco dopo si addormentò.
Da terra i controllori provarono ripetutamente a mettersi in contatto con il volo BTK6723, senza ricevere alcuna risposta. Il silenzio radio durò complessivamente 28 minuti.
Fu il comandante a svegliarsi per primo. Resosi conto che l’aereo non si trovava sulla traiettoria corretta, vide il copilota addormentato e lo svegliò. Quasi contemporaneamente riprese le comunicazioni con il controllo del traffico aereo. Ai controllori venne riferito che si era verificato un problema alle comunicazioni radio.
L’equipaggio corresse quindi la traiettoria e il volo proseguì fino all’atterraggio a Giacarta, avvenuto senza ulteriori problemi.
La stanchezza del copilota e i figli di un mese
L’indagine ha dedicato particolare attenzione alle condizioni di riposo dei due piloti. Entrambi erano stati dichiarati idonei al servizio, ma il rapporto ha evidenziato criticità nella gestione della fatica.
In particolare, il secondo pilota aveva due gemelli di circa un mese e nei giorni precedenti aveva avuto difficoltà a riposare adeguatamente a casa. Gli investigatori hanno ricostruito le sue ore di sonno e individuato un riposo insufficiente come uno degli elementi centrali dell’accaduto.
Il caso ha così evidenziato un problema che va oltre la semplice idoneità fisica prima della partenza: essere clinicamente nelle condizioni di volare non significa necessariamente essere sufficientemente riposati per affrontare un turno in cabina.
Le conclusioni dell’indagine
Nel rapporto finale il KNKT ha individuato diversi fattori che hanno contribuito all’incidente, soffermandosi soprattutto sulla gestione della fatica e sui meccanismi adottati dalla compagnia per individuare i rischi legati alla stanchezza degli equipaggi.
L’autorità indonesiana ha riconosciuto le misure di sicurezza adottate successivamente da Batik Air, ma ha rilevato la presenza di ulteriori aspetti da migliorare, formulando specifiche raccomandazioni.
Il caso si è concluso senza conseguenze per le persone a bordo, ma quei 28 minuti di silenzio a 36mila piedi sono diventati un caso emblematico dei rischi legati alla stanchezza nel trasporto aereo e dell’importanza di sistemi in grado di prevenire che due piloti possano trovarsi contemporaneamente in condizioni di sonnolenza.
