Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha pubblicato un video davanti al cantiere di quella che dovrebbe diventare la struttura destinata alle esecuzioni dei palestinesi condannati a morte.
“Prometí aprobar una ley de pena de muerte para los palestinos y lo hice, ahora estoy construyendo una instalación para ejecutarlos, pondré cámaras y se podrá ver cómo mueren en directo”.
Itamar Ben Gvir, ministro genocida de “Israel”, está construyendo campos de exterminio para… pic.twitter.com/Nbx551WYAl
— Daniel Mayakovski (@DaniMayakovski) August 19, 2026
Il video e le dichiarazioni di Ben-Gvir
Nel corso del video Ben-Gvir indica l’area del cantiere e descrive la struttura che, secondo le sue parole, ospiterà la forca per palestinesi. “Ecco la struttura, è qui che verranno giustiziati i terroristi”, afferma il ministro davanti al luogo di lavori. Aggiunge poi un dettaglio operativo: “Ci sarà una forca per l’impiccagione, sale da cui le vittime dei crimini potranno venire ad assistere come si fa negli Stati Uniti”
Ben-Gvir conclude il filmato sostenendo che il progetto, criticato in passato, “ora sta iniziando a prendere forma” e presenta il cantiere come la traduzione materiale di una campagna politica che ha condotto per anni. Il video è stato diffuso sui canali social del ministro e rilanciato da esponenti della sua area politica.
La legge approvata alla Knesset e le reazioni
Il video arriva dopo l’approvazione definitiva, lo scorso 30 marzo, della legge sulla pena di morte promossa dalla destra israeliana. Il testo ha ottenuto alla Knesset 62 voti favorevoli, 48 contrari e un’astensione. La norma prevede la pena capitale per chi, residente nei territori palestinesi e giudicato da un tribunale militare israeliano, abbia provocato intenzionalmente la morte di una persona in un atto di terrorismo. Sono invece esclusi cittadini e residenti israeliani, una distinzione che ha alimentato le accuse di discriminazione rivolte al provvedimento.
Il video della forca si inserisce così in un percorso politico preciso: quello di un esponente dell’estrema destra israeliana che ha fatto della repressione dei palestinesi e dell’inasprimento delle pene uno dei cardini della propria azione di governo.
