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L’Austria rimanda i migranti in Italia: già quattro trasferimenti dal 12 giugno

Vienna ha già applicato le nuove regole europee: quattro richiedenti asilo sono stati trasferiti in Italia utilizzando autobus e treni

19 Agosto 2026
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Anche l'Austria rimanda i migranti in Italia: "Dal 12 giugno già effettuate 4 espulsioni"

Pudelek (Marcin Szala) — CC BY-SA 3.0 — via Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=33704793)

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Anche l’Austria ha iniziato a trasferire in Italia i richiedenti asilo per i quali il nostro Paese viene considerato responsabile. Dal 12 giugno 2026, data dalla quale si applicano le nuove regole del Patto Ue su migrazione e asilo, Vienna ha già effettuato quattro trasferimenti. A comunicarlo è stato il ministero dell’Interno austriaco, spiegando che per gli spostamenti sono stati utilizzati anche normali mezzi di trasporto pubblico.

La decisione arriva mentre anche Germania e Svizzera stanno procedendo verso la ripresa dei trasferimenti in Italia, dopo anni in cui Roma aveva sostanzialmente sospeso le riammissioni. La Svizzera, in particolare, ha annunciato che i primi nuovi trasferimenti verso l’Italia sono previsti entro la fine di agosto.

Austria, come funzionano i trasferimenti dei migranti verso l’Italia

Con l’applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato pienamente in funzione il 12 giugno e accolto molto favorevolmente dal governo Meloni, sono cambiate le procedure con cui viene stabilito quale Stato debba occuparsi di una domanda di protezione internazionale. Il nuovo sistema ha sostituito il precedente quadro di Dublino, mantenendo però tra i criteri fondamentali la responsabilità del Paese attraverso cui il richiedente è entrato nell’Unione europea.

In questo quadro sono avvenuti i respingimenti. Secondo il ministero dell’Interno austriaco, le nuove procedure consentono all’autorità di fornire direttamente alla persona interessata un biglietto del treno o dell’autobus per raggiungere lo Stato ritenuto competente.

Diverse interpretazioni

Resta però ancora aperta una questione centrale: quali richiedenti asilo potranno essere effettivamente rimandati nel nostro Paese. Il governo italiano sostiene che le riammissioni debbano riguardare soprattutto le persone che hanno effettuato movimenti secondari dopo il 12 giugno. Una lettura che permetterebbe di ripartire sostanzialmente da zero, limitando il numero dei trasferimenti.

Non tutti i governi europei interpretano però allo stesso modo il passaggio dalle vecchie alle nuove regole. Ed è proprio su questo punto che potrebbe aprirsi il confronto con Paesi come la Germania. Per ora i numeri restano contenuti, ma i quattro trasferimenti effettuati dall’Austria mostrano che il nuovo sistema ha già iniziato ad avere conseguenze concrete anche per l’Italia.

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